Reti, spettacolo, Hamsik e Higuain: gli azzurri si riscattano con il Verona

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NAPOLI – Hamsik dopo 11 mesi. Higuain dopo 6 mesi. Se vittoria doveva essere, non poteva esserci condimento migliore per il Napoli.

Diciamo la verità. Chi, al minuto primo, non aveva visto i fantasmi materializzarsi davanti agli occhi? Forse ci voleva lo squillo di Halfredsson dopo ventotto secondi di gioco, per consegnare forza, vigore, aggressività e ragionevolezza alla squadra. Dal ventottesimo secondo di gioco, infatti, la gara è un assedio a Fort Apache. Il Verona sottolinea la pura casualità della rete del vantaggio uscendo soltanto per due volte dalla propria metà campo. Gli azzurri di Benitez giocano come vuole lui. Sin prisa pero sin pausa. Senza fretta ma senza mai fermarsi. Collezionano una serie infinita di calci d’angolo, un paio di ghiotte occasioni (Insigne e Higuain su tutte) e alcuni traversoni dal fondo senza fortuna. 

Ci vuole Hamsik, talvolta beccato dal pubblico per alcune imprecisioni, a ristabilire la parità, risolvendo a centro area un servizio dalla destra di Callejon deviato da Koulibaly. E’ la fine del primo tempo, il Napoli forse in quel momento dà la svolta alla propria stagione. Il capitano torna a segnare al San Paolo dopo undici mesi, e non bastasse, porta anche gli azzurri in vantaggio. E se i segnali sono segnali e indicano qualcosa, allora forse qualche indicazione vera, nella serata contro l'”odiata” Giulietta, c’è eccome. Perché il Napoli subisce il pari con una rete di ottima fattura di Nico Lopez, ma torna avanti dopo solo un minuto, mostrando grinta e carattere. E a marcare il nuovo vantaggio è l’uomo forse più atteso, quel Gonzalo Higuain a secco in campionato dallo scorso aprile, da ben 711 minuti. Al solito, la sua segnatura è di alto spessore. 

Non bastasse, il Pipita ne segna altri tre, uno dei quali annullato ingiustamente per fuorigioco. In mezzo, la conclusione chirurgica di Callejon, che in diagonale sbaglia raramente e che si prende la testa solitaria della classifica cannonieri con sette reti. Non male, per uno che macina qualcosa come 12 chilometri a partita. “Ecco chi siamo”, gongola Rafa Benitez a fine gara, sapendo dimenticata la nottataccia di Berna. Aveva chiesto ai suoi uomini in letargo di svegliarsi, di darsi una mossa, di prendere per mano questa squadra. Si riferiva proprio ai due che ieri sera hanno deciso la gara. Può essere un caso, a noi piace vederlo come un segnale.

NAPOLI-VERONA 6-2 (primo tempo 1-1)

NAPOLI (4-2-3-1) Rafael; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Jorginho (dal 26’s.t. Inler), Lopez; Callejon, Hamsik (dal 40’s.t. Henrique), Insigne (dal 32′ s.t.Mertens); Higuain. (Andujar, Colombo, Mesto, Michu, Radosevic, De Guzman, Zapata). All. Benitez.

VERONA (5-3-2) Rafael; Martic, Sorensen (dal 18’s.t. Nico Lopez), Moras, Marques (dal 27’s.t. Saviola), Brivio; Ionita, Tachtsidis, Halffredsson; Gomez, Toni (dal 18’s.t. Nenè). (Benussi, Gollini, Jankovic, Luna, Valoti, Campanharo, Agostini, Gonzalez). All. Mandorlini.

ARBITRO Gervasoni di Mantova (Tonolini-Stallone/Posado; Fabbri-Saia).

MARCATORI Hallfredsson (V) 1′, Hamsik 44′ p.t. e 13′ s.t., Nico Lopez 22′ (V), Higuain 23′, Callejon 30′, Higuain 39′ e 45′ s.t.

NOTE Spettatori 26mila circa. Ammoniti: Jorginho (N), Ionita (V), Recupero / p.t., 3’s.t.