Parigi, Berlino e Roma, lite incrociata sull’austerità

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LONDRA – La disputa è diventata quasi un tiro incrociato. Parigi si ribella all’austerità, Berlino richiama Parigi e Roma richiama Berlino.

“Sto dalla parte di Hollande”, è l’ultima dichiarazione registrata. La firma è di Matteo Renzi, che rincara la dose: “Rispetto la decisione di un Paese amico come la Francia. Noi rispetteremo il 3%, ma nessuno deve trattare gli altri paesi come si trattano degli studenti”. Il riferimento è alla posizione assunta da François Hollande e Manuel Valls, che avevano annunciato che la Francia non rispetterà il vincolo del 3% nel rapporto deficit/Pil (al 4,4% nel 2014 e al 4,3% l’anno prossimo) e che il pareggio di bilancio verrà raggiunto nel 2019 e non, come inizialmente previsto, nel 2017.

Una presa di posizione che aveva causato la reazione di Angela Merkel.”Non siamo ancora al punto in cui si possa dire che la crisi è alle nostre spalle”, aveva affermato la cancelliera tedesca, aggiungendo che “i Paesi devono fare i loro compiti per il loro benessere”. La Merkel aveva poi completato il concetto ricordando che “il patto di stabilità e crescita si chiama così perché non può esserci crescita sostenibile senza finanze solide”.