Immigrazione, il prefetto Sessa da Venticano: Ecco la Banca del farmaco

VENTICANO (AV) – Un’intesa con gli ordini professionali dei farmacisti e dei medici per la creazione di una Banca del farmaco.

E’ questa la notizia vera che è emersa ieri sera, al termine del convegno dal titolo “Immigrazione in Irpinia, che fare?”, organizzato dall’amministrazione comunale di Venticano e dalla redazione di IrpiniaSannio Tv (canale 609 del digitale terrestre) presso la Sala Stampa della Banca di Credito Cooperativo di Venticano e moderato al solito in maniera impeccabile dalla collega Barbara Ciarcia. Il Prefetto di Avellino, Carlo Sessa, ha chiaramente affrontato il problema dell’ondata migratoria che ha coinvolto l’Irpinia dal punto di vista di chi la sta gestendo.

“Stiamo facendo rete con gli altri enti preposti all’accoglienza – ha affermato il dottor Sessa -, il sistema sta funzionando. Stando alle nostre previsioni, l’Irpinia avrebbe dovuto ricevere circa mille profughi, e ad oggi siamo a 482. Il sistema in questi mesi è stato rodato, anche se qualche falla si è registrata nella gestione iniziale. Proprio per questo, a strettissimo giro sarà aperta una seconda commissione territoriale ministeriale a Salerno, che si aggiungerà a quella già presente e attiva a Caserta. Inoltre – ha aggiunto il prefetto Sessa -, la prossima settimana firmeremo un protocollo d’intesa con gli ordini professionali competenti per dare vita alla Banca del Farmaco: un deposito di farmaci ai quali i centri possono attingere, dietro prescrizione medica, per assicurare una cura post-ricovero ai rifugiati”. 

Il prefetto ha poi avuto uno scambio di battute piuttosto acceso con Giuseppe Fortunato, segretario provinciale di Forza Nuova. Militanti del movimento di estrema destra hanno fatto volantinaggio all’esterno della struttura, contestando le politiche di accoglienza e proponendo politiche che portino sviluppo in Africa e non “finto buonismo e falsa carità” in Italia. 

Dal punto di vista sanitario, gli interventi del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, il dottor Giuseppe Rosato, e della dottoressa Immacolata Giusto, referente aziendale per la gestione degli immigrati presso l’Asl di Avellino, hanno tranquillizzato i presenti in sala, molti dei quali avevano richiamato l’attenzione proprio su questo punto. “La situazione è sotto controllo – ha affermato Rosato -, l’emergenza non esiste. Riusciamo senza problemi a controllare la situazione, grazie allo strettissimo rapporto di collaborazione con il territorio, nella fattispecie con la Asl”. La dottoressa Giusto, dal suo punto di osservazione, ha parlato di “grande attenzione posta al problema, e di screening continui che la Asl conduce per monitorare la situazione complessiva e quella singola di ogni immigrato”. 

Presente alnche il presidente del Consiglio regionale, Pietro Foglia, che ha anch’egli avuto un alterco con il segretario provinciale di Forza Nuova, e ha ricordato i tempi in cui erano gli italiani ad emigrare. “Trovo molto egoista un atteggiamento di chiusura da parte dei miei connazionali”, ha affermato Foglia. “La storia ci insegna che l’immigrazione è una risorsa, non è affatto una minaccia. Non va percepita come tale. Dobbiamo essere pronti, farci trovare pronti perché gli immigrati, una volta arrivati qui, vengano coinvolti, integrati e non ghettizzati”.

Gli interventi della dottoressa Maria Teresa Ariniello, esperta di Diritti Umani, e quello della professoressa Rossella Del Prete, docente di Storia finanziaria presso l’UniSannio. La prima, da anni a contatto con richiedenti asilo e rifugiati (ora con quell presenti a Bisaccia, che ospita 28 profughi), ha parlato della loro situazione di partenza e di quelle che spesso sono, purtroppo, le condizioni di vita all’interno dei centri in Italia. La professoressa Del Prete, invece, ha sviscerato le problematiche che sottendono a fenomeni migratori collettivi quali quello che l’Irpinia si trova a dover affrontare.

Più deciso e leggermente controcorrente l’intervento di Andrea Festa, direttore editoriale di IrpiniaSannio Tv, il quale ha evidenziato alcuni aspetti paradossali di questa vicenda. “Questa non è vera accoglienza, non è vera solidarietà. Il fenomeno migratorio sta assumendo i contorni di un grande business. Addirittura, ci sono comuni, come quello di Venticano, che non sanno quanti rifugiati ci siano di preciso sul proprio territorio: sapevamo 90, oggi scopriamo che sono 126”. Festa ha poi lanciato una proposta al presidente Foglia, quella di rivalutare la legge 6/2010. “La legge – ha proseguito il nostro direttore editoriale – prevede la presenza dei Comuni all’interno del meccanismo, cosa che in vece finora non è avvenuta e che andrebbe invece rivalutata, perché queste realtà rischiano di non reggere più il problema”.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.