Facebook, il comico napoletano e gli stereotipi sui sanniti montanari

VITULANO – Provate a mettere insieme la “Sagra della Castagna” di Vitulano, un “comico” napoletano che decide di fare una gita fuori porta ed il social network più conosciuto al mondo. Risultato? Un post pieno di luoghi comuni che di comico ha ben poco ed una polemica che coinvolge anche il Sindaco della cittadina sannita.

Il comico napoletano Luca Fiorentino, in arte”Auanasgheps”, di ritorno dalla Sagra della Castagna di Vitulano (tenutasi circa un paio di settimane fa”) decide di esternare le sue “considerazioni” sull’evento tramite un post su Facebook. Il tono del comico è un misto tra comicità di basso livello e stereotipi di vecchissima data. Sulla pagina si scatenano i commenti, alcuni ironici ed altri indignati dei cittadini di Vitulano, tra i quali anche il Sindaco.

Questo il post “incriminato” del comico napoletano: “ieri sera siamo andati alla sagra della castagna.il paesino era su na montagna in provincia, inutile dirlo, di monteporchiacco irpino o sannita.siamo partiti alle cinque di mattina, siamo arrivati un paio d’ore dopo il tramonto.mulattiere, salite bruciafrizione, mucche maremmane scandinave, strade buie e cimiteri illuminati come las vegas.giunti nel paesino alle ventuno e quindici – apertura stand ore venti – ci rendiamo subito conto che c’è qualcosa di anomalo.un viale con sette-otto gazebo, le panche e i tavolacci ok, un tiro ai barattoli che non cadono mai, due bancarelle di braccialetti in nickel – le bancarelle avevano una struttura in nickel, i bracciali erano di cadmio impoverito.ma alla sagra della castagna c’è solo una cosa che non deve finire mai.no, non è il sedano.e non è la mentuccia selvatica.e nemmanco la gatorade.alla sagra della castagna non può finire la castagna.eh ma quello c’è stata una botta pubblicitaria, amm fernut tutt cos.si, è vero, ieri era l’ultimo giorno, ma chi viene un’ora dopo l’apertura secondo te è nommale che non trova proprio una delle tre parole che compongono il titolo della sagra, nè.è come se vai all’october fest e ti dicono no mi dispiace, quello pò un sacco di gente ci ha chiesto la birra, come potevamo mai andare a pensare, abbuò tecct na sprite.in compenso, mancavano le castagne, ma almeno c’era la vera musica tradizionale di monteporchiacco.un trio di peruviani – in realtà uno sembrava di casoria, uno di dietro alle mura, e un altro teneva i baffi, quindi era na casalinga cilena.suonavano il flauto sulle basi di pezzi tipici di monteporchiacco, quali hotel california e la sigla di sentieri.in tre metri quadrati tenevano un mixer, le casse, le spie, i flauti, tappeti, il bancariello dei cd, i cuscini, gli incensi, i candelotti, il narghilè, le custodie rigide, strumenti di polistirolo, mogli e figli.al di là di questo, grande cordialità agli stand.signò, scusate, ci sta ancora un piatto di spezzatino.giuvinò, è l’ultimo.(pago, me lo porge.si avvicina un signore che stava dietro il bancone.)no giuvinò, però mi devi concedere na cosa.(apre una confezione di posate di plastica, sfila una forchetta, appizza il mio spezzatino.)

quello perchè chist era ‘o piatt mio, io ce l’avevo ditto, mettimi l’ultimo piatto da parte, quello di sotto, bello azzeccato azzeccato, io vac a mpazzì per quello azzeccato azzeccato. 
e chella c’ha fatt. 
se l’ha venduto. 
puozz ittà ‘o sanghe. 
me lo dovete permette giuvinò, chist era ‘o piatto mio.

(continuava a dire me lo dovete permettere, ma stava appizzando nel mio piatto già da venticinque minuti.)

chella scema. ‘o piatto mio.
tiè tiè, giuvinò, cunsuol’t.

(ho assaporato quello spezzatino molto lentamente.
mi potevo annozzare da un momento all’altro, co tutte le jastemme che mi stava menando quel tipo.

e voglio pure morire. 
ma no alla sagra della castagna senza castagna, co la colonna sonora dei peruviani di giugliano, che spaccimma.
ciao.)

Simpatica la risposta del Sindaco Raffaele Scarinzi: “Siccome sei stato divertente anche se ci hai fatto una pezza come paese abbiamo deliberato che hai diritto a 5 chili di castagne di risarcimento per i disagi subiti. Fammi sapere dove mandarteli. Oltre a questo abbiamo deciso di aggiungere un pranzo per due che vorrai consumare entro dicembre presso l’unico ristorante di Vitulano così proviamo a farti cambiare idea su di noi. Su delega dell’intero consiglio comunale: Il Sindaco“.

In ogni caso siamo certi che il buon Luca Fiorentino è in grado di produrre ben altra comicità e che accetterà di buon grado l’invito a pranzo rivoltogli dal sindaco di Vitulano (in modo da poter leggere qualche sua considerazione, magari tramite un post su facebook, sulle delizie della cucina tradizionale sannita paragonata a quella della sua città natale…Cercola).