In campo senza mordente, gli azzurri strappano il pari all’ultimo secondo

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GENOVA – Poca grinta, zero cattiveria e scarsa aggressività. Il Napoli, visto come si erano messe le cose, viene via da Marassi con un punto d’oro, frutto della rete a due minuti dalla fine di Duvan Zapata.

Proprio il colombiano diventa il protagonista dell’attacco partenopeo, sfruttando l’ottimo traversone di Ghoulam dalla sinistra dopo una perfetta sovrapposizione con Mertens. La zuccata in tuffo non lascia scampo ad un Romero fino a quel momento efficace. Ma il pari, raggiunto in dieci per l’espulsione dell’ingenuo Koulibaly, e la reazione d’orgoglio dopo la rete subita, non devono trarre in inganno. Per trequarti di gara, il Napoli è stato ben poca cosa, una squadra in balia della Samp, schiacciato nella propria metà campo e incapace di pungere. Callejon involuto (e ci può stare, dopo un avvio di stagione a cento all’ora), Hamsik impresentabile. Lo slovacco è timido, impacciato, non prova la giocata, non affonda. Non mostra carattere quando dovrebbe, eppure il suo braccio è cinto da una fascia.

Dopo i passi in avanti prima della sosta, gli azzurri sembrano confermarne alcuni all’opposto: il vantaggio della Samp, firmato da Eder, è illuminante in questo senso. Il brasiliano, in mezzo a quattro avversari, riesce ad addomesticare palla, aggiustarsela e calciarla, bucando Rafael, senza che nessuno si degni di contrastarlo. Il senso della gara del Napoli è tutta qui. Intensità, corsa, ma poca aggressività. Quella che assolutamente non manca alla Samp, che vince quasi tutti i contrasti e riesce a rendersi pericolosa anche sfruttando le carenze di un avversario menomato. Passano cinque minuti e Okaka lascia a Eder il compito di fare il centravanti, spostandosi sulla destra e cercando continuamente di fare a sportellate con Britos, ammonito dopo pochi giri di lancette. 

La cattiveria agonistica di Rizzo e Soriano – per citarne due – dovrebbero essere d’esempio ai giocatori ieri in maglia bianca, invece si finisce quasi per averne timore. Non è questo il modo per andare avanti. Il Napoli non è quesllo di ieri sera, lo sappiamo. Contro la Roma ha dimostrato che può essere e sa essere una squadra che annienta l’avversario, corre, aggredisce, pressa. Quella di ieri è stata una squadra fortunata. Parafrasando un film di un po’ di anni fa, prenda il punto e scappi. 

SAMPDORIA-NAPOLI 1-1 (0-0) 

MARCATORI: Eder (S) al 12′ s.t., Zapata (N) al 47′ s.t.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Romero; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli, Mesbah; Rizzo (dal 34′ s.t. Gabbiadini), Palombo, Obiang (dal 1′ s.t. Duncan); Soriano (dal 25′ s.t. Krsticic); Okaka, Eder. (Viviano, Da Costa, Fedato, Gastaldello, Cacciatore, Regini, G. Sansone, Bergessio). All.Mihajlovic.

NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Koulibaly, Britos (dal 13′ s.t. Mertens); Inler (dal 18′ s.t. Jorginho), D.Lopez; Callejon, Hamsik (dal 34′ s.t. Zapata), Ghoulam; Higuain. (Andujar, Colombo, Mesto, Henrique, Radosevic, De Guzman, Gargano). All. Benitez.

ARBITRO: Rocchi di Firenze.

NOTE:Spettatori paganti 2.972, incasso 59.978 euro; abbonati 18.061, quota 155.699 euro. Tiri in porta 4-2. Tiri fuori 5-9. Angoli 10-6. In fuorigioco 2-1. Recuperi: 0′ pt, 4’ st. Espulso Koulibaly (N) per somma di ammonizioni. Ammoniti Britos (N), Obiang (S), Romagnoli (S), Inler (N) per gioco scorretto, Soriano (S) per comportamento non regolamentare.