La Autieri incanta il Gesualdo: La Sciantosa è un successo

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AVELLINO – Serena Autieri conquista il pubblico del Teatro Gesualdo di Avellino con la sua versione de “La Sciantosa”, un one-woman-show tutto targato Napoli.

Lo spettacolo è stato preceduto da un video in cui alcuni colleghi della Autieri, Pippo Baudo, Cristian De Sica e Vincenzo Salemme, insieme ad alcuni concittadini dell’attrice introducevano il discorso sulle sciantose. La prima descrizione viene affidata a Pippo Baudo, storico conduttore del piccolo schermo, che chiede retoricamente: “Cos’è una sciantosa?”. Secondo il conduttore occorre prima di tutto ricordare che il termine è un adattamento della parola francese “chanteuse”, che letteralmente significa cantante. Pertanto, l’origine è transalpina, francofona. Lo sottolinea lo stesso Baudo, affermando anche che molte soubrette usavano cambiare nome, adattandolo al francese, proprio per ricordare le radici del termine.

Continua l’introduzione alla performance l’attore napoletano Vincenzo Salemme che molto ironicamente afferma “Vorrei stare io al posto vostro, in quella meravigliosa platea, mente la sciantosa Serena Autieri esegue la cosiddetta “mossa”, ovvero la tipica movenza delle sciantose a teatro”. La sciantosa era una donna procace, molto formosa che cantava in piccoli teatri o ai cosiddetti “cafè chantal”, eseguendo canzoni del repertorio napoletano. La tipica movenza della sciantosa era la mossa, caratterizzata dal movimento delle anche e del bacino, a tempo con strumenti musicali come la batteria ed il pianoforte.

Dopo la visione del video, inizia il vero spettacolo: la Autieri si presenta sul palco nelle vesti della maschera napoletana per eccellenza, Pulcinella. La scelta non è casuale, difatti la sua performance narra la storia di Elvira Donnarumma, una delle più celebri sciantose ed interpreti della canzone napoletana. Il padre di Elvira interpretava Pulcinella nei teatri di periferia e la figlia a volte lo accompagna, maturando così l’amore per il canto. “Napoli è così – afferma Serena Autieri/Pulcinella sul palco –, si trova sempre in una lotta perenne tra il caldo rovente del Vesuvio ed il mare ridente del porto. Quando qualcuno canta le canzoni napoletane sente il cuore pulsante della vita”.

Tra veloci cambi di abito l’Autieri regala al pubblico campano interpretazioni delle canzoni più belle della Città del sole: “A tazz’ e cafè” e “Commefacettemammeta” ed “O Surdato nnammurato”. L’attrice instaura sin da subito un rapporto a “tu per tu” con il pubblico, rivolgendosi direttamente alla platea, facendo domande o dedicando canzoni. Ad un certo punto dello spettacolo, esattamente durante l’esecuzione della famosa “mossa” Serena scende in platea, salutando il pubblico ed invitando ad eseguire con lei la famosa mossa. Foto, video, battute, abbracci, l’artista viene subito circondata dal pubblico, che chiede il bis.

“Le sciantose in sintesi cosa erano?”, saluta così il pubblico l’Autieri. “Creature dei bassi fondi, che volevano conquistare la borghesia. Rappresentavano la vendetta di molte donne che venivano schiacciate del perbenismo e dagli uomini di malaffare. Di giorno erano fiammiferaie e di notte calcavano il palco dei cafè chantal”.