Il Napoli impatta ancora. Hamsik è diventato un problema

NAPOLI – Il problema è che dei punti persi con le piccole si parla talmente tanto che ormai è diventata la normalità. 

Il pari in casa con il Cagliari – con tre reti subite – e quello di oggi contro l’Empoli – con Rafael bucato altre due volte – sono la testimonianza di una squadra a cui manca quella cattiveria agonistica necessaria a bastonare quelle compagini che vengono al San Paolo per chiudersi. Almeno, questo era il ritornello. Cagliari ed Empoli, tuttavia, sono tutto tranne che squadre chiuse. Solo i toscani, negli ultimi dieci minuti di oggi, si sono schierati in sei sulla linea difensiva. Una Maginot vera e propria, che ha cosretto gli azzurri ad uno stucchevole quanto improduttivo ping-pong in orizzontale. 

Clamorosi, però, gli errori commessi dalla retroguardia azzurra, che su azione e su calcio piazzato si è fatta bucare come una squadra di Prima Categoria. E’ sempre indelicato parlare dei singoli, ma ormai il discorso è lampante e non può essere lasciato cadere, dal momento che coinvolge tutta la squadra: Marek Hamsik è diventato un problema. E si badi, non basteranno, eventualmente, una doppietta e un servizio vincente nella prossima gara per considerare archiviata la pratica. Marek, che è un ragazzo d’oro, un professionista esemplare al quale i tifosi del Napoli sono fortemente affezionati, ha un’evidentissima carenza di personalità. Che è poi quello che occorre per potersi caricare sulle spalle una squadra quando si porta la fascia al braccio. 

Persiste un problema di ordine tattico, inutile nasconderlo, con Benitez che persevera nel posizionarlo alle spalle della prima punta. Non è il suo ruolo, in questo modo Marek viene depotenziato. Allo stesso tempo, però, da giocatore di livello altissimo, il capitano del Napoli dovrebbe (o, a questo punto, avrebbe dovuto) sapersi pian piano adattare, fino a diventare il fulcro della manovra, come vorrebbe l’allenatore. I tifosi hanno in questo senso atteso un’evoluzione del numero 17. La attendono da un anno e mezzo, ma non arriva. Il Napoli si trova spesso a giocare davvero con un uomo in meno: senza grinta, senza carattere, senza spunti, senza la personalità di andare al tiro. Hamsik non è più quello di una volta, nasconderlo non serve a nessuno. Tanto più che, sostituito da Higuain, con il doppio centravanti gli azzurri hanno pareggiato i conti in dieci minuti, andando a segno prima con Duvan Zapata e poi con De Guzman. Probabilmente non è l’unico male che attanaglia la squadra, anzi non lo è di sicuro, ma è il simbolo degli azzurri e lo si porta come simbolo del fallimento di alcune gare che andavano vinte.

TABELLINO

NAPOLI-EMPOLI 2-2 (Primo tempo 0-1 )

NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Henrique, Ghoulam; Jorginho, David Lopez; Mertens (70’ De Guzman), Hamsik (61’ Higuain), Callejon; Duvan (83’ Gargano). A disp.: Andujar, Colombo, Britos, Luperto, Inler, Radosevic. All. Benitez

EMPOLI (4-3-1-2): Sepe; Hysaj, Rugani, Tonelli, Mario Rui (73’ Barba); Croce (61’ Laxalt), Vecino, Verdi 78’ (Zielinski); Valdifiori, Maccarone, Tavano. A disp.: Pugliesi, Bassi, Bianchetti, Moro, Signorelli, Mchedlidze, Pucciarelli, Aguirre. All. Sarri

ARBITRO: Cervellara

AMMONITI: Maggio, Laxalt, Mario Rui

MARCATORI: 19’ Verdi (E), 53’ Rugani (E), 67’ Duvan (N), 72’ De Guzman

 

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.