Uno sguardo di luce

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Questi occhi per giorni hanno scavato nel profondo del nostro animo. Hanno chiesto ad ognuno di noi di non abbandonare la speranza. Hanno mosso ansie e preoccupazioni.

Da oggi questi occhi non si apriranno più.

Giuditta Perna è stata ritrovata senza vita dopo otto giorni di lunghe ricerche. Le acque del fiume Ofanto, che unisce Campania e Basilicata, hanno restituito il suo corpo ad una famiglia affranta dal dolore che da mercoledì scorso è rimasta col fiato sospeso, fino alle 11.15 di questa mattina, ora della scoperta.

A segnare il luogo, come bandiera del dolore, il giubbotto nero che indossava al momento della scomparsa, poi il corpo di Giuditta.

In quel momento i colori della sua foto hanno perso consistenza. Gli appelli si sono infranti contro quella parola che una volta pronunciata significa distacco permanente dalla vita.

Quel filo forte e sottile che aveva unito Giuditta a tutti noi all’improvviso è stato reciso per sempre.

In questo momento è inutile interrogarsi sul perché di una tale tragedia. Sarà compito degli inquirenti fornire elementi per fare chiarezza. Oggi, registriamo la morte di una ragazza di appena 27 anni che dal giorno della sua scomparsa di sé ci ha regalato soprattutto il suo sorriso, i bei ricordi delle amiche, i racconti di chi ha visto in lei una giovane donna alle prese con le sfide della vita, affrontate con determinazione.

Una giovane donna alle prese con il futuro, con gli studi, con la voglia di migliorare se stessa sempre di più. E da quello che abbiamo raccolto in questi giorni, questa voglia era anche contagiosa per chi le stava vicino.

Quel maledetto mercoledì pomeriggio, 21 gennaio 2015, giorno della sua scomparsa, resterà come un ricordo che ti morde il cuore. Quella macchina abbandonata con i suoi effetti personali, il cellulare portato via come unico legame con il mondo, ci raccontano dei suoi ultimi momenti. Poi, il buio, come una notte che non vuole lasciare sorgere il sole. Proprio queste tenebre hanno bisogno di essere squarciate. Tutto deve essere spiegato e ogni dubbio superato. Una cosa non si potrà cancellare: il dolore che resterà come cicatrice impressa a fuoco nelle vite di chi l’ha conosciuta.

Quei luoghi tra Monteverde ed Aquilonia, il ponte Pietra dell’Oglio, quella stradina buia e fuorimano dov’è stata ritrovata la sua auto, ci racconteranno di questa tragedia e della solidarietà scattata per ritrovare Giuditta. Una solidarietà di cui avranno ancora bisogno famiglia e amici ma che questa terra dovrebbe riscoprire sempre, non solo nei momenti di dolore.

IrpiniaSannio Tv ha e LaNostraVoce.info hanno seguito passo dopo passo gli eventi, come del resto facciamo sempre come informazione vicina al territorio.

Da subito abbiamo scelto di raccontare questa storia senza trasformarci in investigatori. Abbiamo sempre richiamato tutti alla speranza, lasciato parlare le immagini.

L’ultimo episodio è stata la fiaccolata organizzata a Calitri. Nelle centinaia di candele accese, in quella luce che tenta di illuminare la notte c’era il volto di Giuditta. Proprio ammirando i tuoi occhi di luce, noi tutti ti diciamo addio, Giuditta.