Obama e le riforme: se la Sanità diventa una storia di linguacce

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C’è chi ci mette la propria faccia per promuovere una nuova riforma e chi, invece, durante il voto sulle riforme costituzionali ci mette di tutto, mani, pugni, calci, scatenando il putiferio a Montecitorio. Due episodi che lasciano a bocca aperta. Al secondo siamo abituati, si tratta in fondo della stessa storia: noi ci inventiamo di tutto per galleggiare, loro, i deputati pluristipendiati della politica italiana si scannano per una riforma sì e una sì. Il primo, invece, riguarda la performance sui generis marchiata Barack Obama, che ha osato pubblicizzare la sua riforma sanitaria “Obamacare”, volta alla sottoscrizione di una assicurazione sanitaria, con un video che ha fatto molto scalpore, ottenendo milioni di visualizzazioni e condivisioni.

Tuttavia non capita tutti i giorni di vedere il presidente Usa fare boccacce allo specchio, indossare occhiali da sole atteggiandosi alla James Bond, disegnare la sua sposa Michelle, cercare la posa migliore per scattarsi un selfie stick o inzuppare biscotti in un bicchiere troppo stretto per imprecare poi contro se stesso al suono di “Thanks Obama”. In America è infatti diventata consuetudine dare la colpa al Presidente ogni qualvolta vada storto qualcosa, e nemmeno Obama in persona si astiene dalla massa con un grazie ironico che ricorda la campagna di protesta virale di cui egli è bersaglio negli ultimi tempi.

Con questo video, dunque, balza fuori il lato nascosto del Presidente, i cui gesti, le cui smorfie diventano quelle di un normalissimo cittadino americano, quelle stesse quotidiane azioni che forse nessuno si aspetterebbe da un uomo così. Per questa nuova riforma Obama ha puntato su una dose massiccia di autoironia rivelando un nuovo, trionfale modo di comunicare. Barack diventa uno di loro, uno del popolo, Barack è soprattutto un uomo qualunque, e quale miglior modo per dimostrarlo se non con questo video tanto criticato dall’ala conservatrice americana?

Anche questa volta Obama ha dato prova di essere un grande comunicatore, di sapere ciò che vuole, sfruttando a vantaggio della sua “Obamacare” l’autoironia che certamente non gli manca.