La nuova geografia giudiziaria. Quanto costa ora la giustizia in Irpinia?

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Dopo la chiusura di di Sant’Angelo dei Lombardi, su cui il silenzio ha poggiato una pietra tombale, nessuno più ha avuto il coraggio di risollevare in maniera seria e concreta la questione per una possibile riapertura, ritenendola una impresa titanica.

Eppure, questo territorio ha dimostrato già molte volte che alcune imprese che sembravano impossibili alla fine hanno raggiunto il risultato voluto.

Proviamo, però, a mettere da parte le speranze e guardiamo alla realtà che presenta un conto piuttosto salato. Sì, perchè dopo la chiusura del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi il diritto alla giustizia costa molto di più sia in termini economici che in termini di costo sociale. Accentrando tutto ad Avellino l’intera filiera degli operatori della giustizia, compresi i cittadini irpini, ha subito un duro colpo.

Ma ne è valsa la pena? Non credo, anche perchè gli operatori del diritto sono costretti ad operare in spazi insufficienti, a volte inesistenti.

Qualcuno si è mai chiesto quanto tutto questo fa male alla giustizia?

E pensare che a Sant’Angelo dei Lombardi la struttura messa a disposizione non pagava fitto e nessuno, compreso l’attuale sindaco, ha mai chiesto un solo centesimo. Così, l’altra faccia della medaglia ci presenta un Palazzo di Giustizia ad Avellino al collasso, sia dal punto di vista strutturale che funzionale. Allora, direbbe un noto giornalista, la domanda sorge spontanea: a che cos’è servita la chiusura dei piccoli tribunali?

Come sempre le decisioni non hanno tenuto conto delle situazioni particolari e delle necessità di un territorio che è sempre più vittima di tagli. Ma penalizzare la giustizia chiama in causa anche la sicurezza di questa zona, su cui vigilano con molte difficoltà ma con sforzi efficaci le Forze dell’Ordine. Incrociando le dita, speriamo che a qualcuno non venga in mente, pur di raccimolare risparmi, di tagliare anche le caserme. Allora sì che potremmo dire di essere una zona da depredare.