PERCORSI | Vallata, capitale della Baronia

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VALLATA (AV) – Quante volte abbiamo fantasticato su viaggi a chilometri e chilometri di distanza da casa? Quante volte, se un ospite ci chiede cosa visitare in zona, ci trova impreparati o, peggio, consigliamo itinerari a non meno di un’ora di auto?

Eppure tante volte, e accade troppo spesso, la bellezza è sotto il nostro naso ma noi non la vediamo, come lo sbadato che cerca gli occhiali che ha in testa.

Il mio “nobile” intento è proprio questo: dare umilmente delle indicazioni, dei semplici spunti sui nostri paesi, su quei posti vicini e sottovalutati, per cercare di far nascere il desiderio, quantomeno la curiosità nel lettore e, magari, spingerlo a prendersi quelle “due orette” di svago che bastano per andare, visitare, mangiare e tornare a casa.

Naturalmente parto dal mio paese: Vallata, in provincia di Avellino.

Comodo da raggiungere in quanto dotato di casello autostradale sulla A16 Napoli – Bari, Vallata, 870 metri s.l.m.,  rappresenta punto di riferimento per i paesi limitrofi quanto a servizi e strutture.

COSA VISITARE?

Il paese ospita moltissime chiese: dalla Chiesa Madre intitolata a S. Bartolomeo con i suoi magnifici rosoni che farebbero invidia alle migliori Cattedrali, al più moderno complesso parrocchiale “Stella del mattino” in cui ferve vita grazie agli attivissimi ragazzi dell’Oratorio. Per poi passare alle suggestive Chiese di S. Maria (recentemente ristrutturata e con una vista dall’alto mozzafiato), S. Vito, S. Rocco, Madonna dell’Incoronata e Madonna del Carmine.

La cosa più rilassante, a mio avviso, però, è passeggiare nel centro storico, nei silenziosi vicoli che dalla Chiesa Madre portano alla Cappella dell’Annunziata, a Piazza Tiglio e a S. Maria. L’antica cappella dell’Annunziata si fonde con il moderno anfiteatro, nel quale negli ultimi anni viene organizzato uno spettacolare presepe vivente. E come non menzionare i suggestivi falò che si organizzano il giorno di “Sant’Antun”, 17 gennaio, con il loro caratteristico scoppiettio e con quel profumo delizioso di viva brace? Da non perdere poi le processioni che si tengono la sera del Giovedì Santo e la mattina del Venerdì Santo. Inoltre meritano di essere visti i fuochi pirotecnici di San Vito, il 15 giugno.

Concludendo, anche se ci sarebbe sicuramente altro da dire e consigliare (ma come dicevo, di spunti si tratta), per far capire Vallata e i vallatesi mi viene in mente un aneddoto di cui sono stata personalmente testimone. Qualche anno fa, un gruppo di ragazzi e ragazze australiani che girava l’Italia ebbe dei problemi con il camper, che andò in panne. Furono costretti a fermarsi in paese per qualche giorno, ospitati da un ragazzo della zona.Diventarono subito amici di tutti, festeggiarono con noi il ferragosto sulle magnifiche ed incontaminate montagne di Santo Stefano e quando dovettero partire piangevano. Sembrava volessero fermarsi qui.

Allora perchè non farsi un giretto, una “mangiata” dei favolosi prodotti tipici locali (caciocavallo, “triedd cu la frecla”, peperoni ripieni, fagioli e cotiche, pizza di patate, “calzuncedd r castagn”, “mgliatiedd”) e magari farsi affascinare a tal punto da voler restare?