Sogni e Bisogni: Vincenzo Salemme conquista il Gesualdo

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AVELLINO – Come previsto, il comico napoletano Vincenzo Salemme conquista il pubblico del Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, che fa registrare il tutto esaurito. Grandissima la risposta del pubblico irpino per “Sogni e bisogni”, commedia che prende spunto da un lavoro di Alberto Moravia, adattata al teatro e che l’attore e regista partenopeo sta portando in giro per l’Italia.

Lo spettacolo si intreccia, in chiave ironica, sulla storia di  Rocco Pellecchia, un grande lavoratore, ed il suo rapporto con la famiglia. Rocco vive con la moglie e i due figli ma nel corso del tempo il suo rapporto con loro diventa monotono e non dialogato. 

La scena si apre con il protagonista nel suo appartamento a Napoli. L’uomo chiama la moglie, che è in vacanza con la mamma e i figli a Mondragone. Rocco Pellecchia segue ogni giorno sempre gli stessi schemi: uscire per andare lavoro, tornare, cenare ed andare a dormire. Il tutto accompagnato da un forte senso per il risparmio per far quadrare i conti a fine mese. Non usa elettrodomestici per non usare troppa corrente elettrica, risparmia sull’acqua e sul gas. “Ho abolito – dichiara ironicamente Rocco alla platea – i risotti. Venti minuti per girare il riso per farlo cuocere bene. Che bolletta sarebbe arrivata ? Meglio insalate o roba fredda!”

Troppa monotonia e passività inducono il subconscio di Rocco a creare un’altra realtà dove il suo apparato riproduttivo maschile, nello spettacolo chiamato “Tronchetto della felicità”, si stacca dal suo corpo per rivendicare una propria individualità. Attraverso le parole del “Tronchetto”, interpretato proprio da Vincenzo Salemme, si scopre che Rocco non ha un bel rapporto con la moglie. Neanche con i figli e in aggiunta ha timore della suocera, che parla puteolano.

Il Tronchetto spinge Rocco a combattere per riavere la propria esistenza fatta di grigia e piatta quotidianità per tornare a sognare. “I sogni – afferma il Tronchetto/Salemme – fanno parte di tutti. Per questo si chiamano così”.

Alle scene comiche con il “Trochetto” si aggiungono anche personaggi secondari: le due sorelle portinaie del palazzo di Rocco e i poliziotti giunti nel suo appartamento. Rocco chiama in questura, allarmato dalla realtà che gli descrive il “Tronchetto”. Appena i due poliziotti arrivano, si rendono conto della realtà comica che devono affrontare.

Spinto dalla forte pressione del Tronchetto, il protagonista decide di prendere in mano la sua vita, esprimendo dopo tanto tempo tre desideri. Il primo è quello di diventare un gatto, il secondo è quello di corteggiare la signora Maria del piano di sopra ed infine il terzo è quello di avere una famiglia solida ed affettuosa.

Solo quando i tre desideri si avverano, il pubblico comprende che fino ad ora Rocco ha avuto un sogno. In realtà, colui che interpreta il “Tronchetto” è lo stesso Rocco Pellecchia. Tutto ciò è successo perché ha persino paura di se stesso. 

Lo spettacolo si chiude con un monologo di Salemme sulle persone che si preoccupano delle forti spese e che cercano di mandare avanti le proprie famiglie. “Voi siete la giusta realtà”. Ed aggiunge: “Vi ringrazio dell’affetto che sempre mostrate, perché senza di voi noi non ci saremmo.”