Parma ripreso per i capelli, ma la Serie A affoga in un mare di debiti

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Pallone sgonfiato. La foto cinguettata qualche settimana fa da Alessandro Lucarelli, capitano del pluripresidenziato Parma, aveva sintetizzato benissimo la situazione.

Con una involontaria inesattezza. Lucarelli faceva riferimento esclusivo alla sua squadra, mentre invece la metafora per immagine è del tutto estendibile al sistema nel suo insieme. Il mondo pallonaro italiano – e ci fermiamo alla Serie A – presenta infatti bilanci da mettersi le mani nei capelli. Nella foto in alto (fonte: Gazzetta dello Sport), che riproduce i dati relativi alla stagione calcistica 2013/2014, è possibile prendere visione di conti da profondo rosso. Numeri da turpiloquio, che definire sconcertanti è altamente riduttivo.  

Considerata anche la decisione assunta in Lega di salvare la società emiliana (a differenza di quanto fu fatto nel 2004 con il Napoli, spedito impietosamente in Serie C: ma col senno di poi il tutto fu un bene), alzi la mano chi non è immediatamante corso con l’occhio alla “P” di Parma, per verificare concretamente le ducali e perManenti inadempienze. E di certo, quel “-13,7” alla voce “risultato netto” deve aver accresciuto le perplessità, specie se paragonato ai rossi profondissimi di società blasonatissime. Se alla voce “Juventus” si legge un rispettabilissimo (visto l’andazzo) meno 6,7 milioni, la Samp e l’Udinese vanno sotto di dodici/tredici milioni – uno in più o in meno, a queto punto, fa poca differenza – e il Milan sfiora i meno 16, ben più grave è la posizione della Roma. La Lupa Stars&Stripes fa segnare addirittura un meno 38,8 milioni di euro, che si aggiunge al meno 40,1 del 2012/2013.

Roba da rabbrividire, specie se si prendono in considerazione i numeri alla voce “Debiti netti”. Se addirittura società come Atalanta, Cagliari e Chievo registrano a bilancio debiti da 40, 27 e 48 milioni di euro, il dato aumenta esponenzialmente prendendo in esame le altre società. Il Parma sfiora i cento (96,5, per la precisione),così come la Lazio (98), mentre il Genoa (127) e la Roma (158,8) li superano abbondantemente. Da brividi le cifre riguardanti la Juve (238 milioni di debiti) e il Milan (244). In totale, la nostra Serie A ha certificato, nell’anno di esercizio 2013/2014, debiti per oltre 185 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi a quelli già esistenti, per un totale di oltre un miliardo e settecento milioni di euro.

Chi invece fa accapponare la pelle è l’Inter. La gestione sudestasiatica sembra tutto tranne che oculata. Meno 82,7 milioni nel 2012/2013 e meno 102,4 lo scorso anno. Quasi duecento milioni di debiti accumulati in soli due esercizi, e un totale di 360 milioni di euro di esposizione debitoria. Questa sì che è roba da Champions.