Quello che Lo Specchio non Riflette: Maria Ronca e la non violenza in un libro

pa_banner

AVELLINO – “Le cronache degli ultimi tempi riportano continuamente storie di donne vittime di abusi e molestie. Si tratta quasi sempre di donne scomparse senza un motivo reale o addirittura, in alcuni casi, di donne morte violentemente. Le sensazioni più comuni provate dalle vittime di violenza sono la solitudine, la conseguente paura, talvolta anche la vergogna e disperazione”.

La scrittrice e poetessa irpina Maria Ronca spiega così l’impulso che l’ha portata a scrivere il suo ultimo libro “Quello che lo specchio non riflette”, edito dal Centro Culturale Studi Storici “Il Saggio”, che è stato presentato sabato pomeriggio alle ore 17,30 presso l’università del Tempo in via Guarini. Alla presentazione, moderata da Adelina Caliano, sono intervenuti l’autrice, il giornalista Giovanni Moschella, la poetessa Paola De Lorenzo ed infine lo scrittore Marco Parisi.

“Voglio diffondere la cultura della non violenza, attraverso i miei scritti”, spiega la scrittrice. “Nel libro che oggi presento, racconto le storie reali di dodici donne con storie divere e provenienti da dodici paesi diversi. In un certo senso, le loro storie sono terminate ad hanno un certo happy ending se così si può definire. Ogni donna delel dodici storie ha con sé la consapevolezza di aver cambiato personalità e concezione della vita. Ognuna però ha dato una svolta importante alla propria esistenza, traendo le giuste osservazioni dalla propria vicenda. Hanno tutte un elemento comune: l’esperienza passata di abusi e violenza nelle mura domestiche. Ho raccolto le storie dal 2011 ed ho proposto solo quelle che giuridicamente si sono concluse. Le violenze fisiche dei personaggi raccontati sono facilmente identificabili. Invece, i danni psicologici non appaiono subito”.

Nel volume, al termine di ogni storia raccontata, Maria Ronca nel libro propone una poesia, che rappresenta la sintesi della vicenda vissuta dal personaggio femminile della storia. Un modo per stare ancora più vicino alla donna-vittima delle azioni negative descritte nelle vicende.

“La cultura della non violenza – conclude – è un tema molto caro per me. Sono stata infatti coinvolta nel progetto sociale dello sportello antiviolenza “1522”, attivo da circa un anno. Lo sportello vuole dare sostegno alle donne che hanno problemi sia di natura sociale che sentimentale. E’ un sostegno generale per loro. Ogni martedì e mercoledì dalle 17 alle 19 le volontarie del centralino danno supporto psicologico e giuridico a molte donne, vittime di violenza fisica e psicologica”.