Strada Forna 10

FOTO | Strada Serre-Patrisso, una vergogna durata già troppi anni

LACEDONIA – La strada Serre-Patrisso, che collega Lacedonia alla Contrada Forna – e poi prosegue verso il Lago di San Pietro, ma in territorio del Comune di Monteverde – è diventata un po’ il simbolo dell’incuria rispetto allo stato delle vie di comunicazione in Alta Irpinia, specie di quelle che attraversano le contrade (vedi galleria fotografica in calce al pezzo).

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Durante il consiglio comunale di ieri pomeriggio, però, il sindaco Mario Rizzi ha assicurato: “Nell’ambito dell’accelerazione della spesa, abbiamo ricevuto un finanziamento di 420mila euro per il rifacimento di questa strada”. Era ora, verrebbe da dire. E soprattutto, si spera, stavolta, che il lavoro venga fatto su basi un po’ più solide rispetto a quello di non molti anni fa, quando la strada fu oggetto di opera di asfaltatura: dopo pochissimo tempo il fondo (forse anche per una mancanza da parte di chi avrebbe dovuto controllare) cedette rovinosamente e vergognosamente.

Nel tempo, a dire del sindaco Mario Rizzi, tanti sono stati gli interventi di manutenzione, ma dalle foto allegate a questo pezzo è possibile verificarne i risultati: sembra di attraversare una strada prodotto di un bombardamento o una mulattiera, di quelle sulle quali si camminava a dorso di mulo, appunto. Se il primo tratto sembra essere accettabile, lo stesso non può dirsi della seconda parte e della deviazione che porta nella parte alta di Contrada Forna: entrambe erano e restano in condizioni pietose e offensive della dignità di famiglie che lavorano e versano regolarmente le imposte al fisco, anche a quello comunale.

Con questi quattrocentoventimila euro si spera ora di invertire la rotta. Si tratta, come detto, di fondi che rientrano nel piano per l’accelerazione della spesa e che devono essere rendicontati entro novembre: il che ovviamente prevede un affidamento, una cantierizzazione e un lavoro praticamente fulminei.

“Alleluia! Alleluia!”, deve essere stata la reazione alla notizia da parte della Madonna della Grazie, ricondotta non più tardi di un mese fa nella sua chiesetta adiacente alla strada. Mentre un vero e proprio sospirone di sollievo lo avrà tirato chi vive nelle zone di Contrada Ischia e Contrada Forna: gente condannata, senza nessuna colpa, a percorrere per anni e anni una strada letteralmente impraticabile, ben oltre i limiti della decenza e della vergogna. “Avevamo già partecipato a bandi europei sul rifacimento delle strade rurali per finanziamenti per rifare l’arteria in questione – afferma il sindaco di Lacedonia e presidente della Comunità Montana Alta Irpinia -, ma per questioni di punteggio mai eravamo riusciti ad accedervi”.

Stavolta, invece, ironia della sorte, ci è voluto il (talvolta giustamente) tanto biasimato Caldoro e il (talvolta giustamente) tanto avversato decreto sull’accelerazione della spesa per portare a casa un gruzzolo da utilizzare per rifare da cima a fondo un’arteria che è un vero insulto a chi ogni giorno la percorre più e più volte per necessità, ma anche a chi l’attraversa soltanto per andare a godere del sole e del panorama mozzafiato del Lago di San Pietro, che in condizioni normali da Lacedonia si raggiungerebbe in poco più di dieci minuti.

Una strada che pare del tutto secondaria, ma che invece, in tempi in cui lo sviluppo punta sul turismo, sull’agricoltura e sulle bellezze naturali, è un solco fondamentale nella terra dell’Alta Irpinia. Un evento come “Il Grande Spettacolo dell’Acqua” è stato lì, “a disposizione” per nove anni (nove): non si è stati in grado di rendere funzionale questa strada che, unita ad una iniziativa privata quantomeno accettabile (alcune delle quali stanno per nascere), avrebbe certamente fatto le fortune di qualcuno.

Invece, nove anni trascorsi prima a dribblare le buche e le frane, poi a scegliere di cambiare completamente percorso. Chi vive e lavora da quelle parti, invece, ha subito una condanna, che forse sta per estinguersi. Cittadini come gli altri, obbligati però a scontare una pena severissima. Senza mai capire per quale reato.

 

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.