L'abbraccio alla tifoseria nel giugno 2014: i rossoblù battono il Lioni e conquistano la permanenza in Prima Categoria

U.S. Lacedonia, il presidente Vece fissa l’obiettivo: Sarà un campionato di vertice

LACEDONIA – L’attesa c’è, è inutile nasconderlo. D’altronde, la stagione disputata lo scorso anno quasi obbliga la società, lo staff tecnico e la rosa della U.S. Lacedonia a pensare in grande per questo nuovo campionato di Prima Categoria.

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Il colloquio con Antonio Vece, presidente della squadra rossoblù (che nella foto esulta con la squadra dopo la salvezza conquistata ai play out nel maggio 2014), ci dà finalmente l’opportunità di tornare a parlare di calcio giocato, dopo giorni in cui calcio ha fatto rima con denigrazione, diffamazione, violenza.

Vece, amatissimo dai suoi giocatori, non si nasconde dietro un dito e non ha paura di alzare l’asticella degli obiettivi. “Puntiamo ad un campionato di vertice – afferma -, cercando almeno di eguagliare il risultato ottenuto lo scorso anno. Ripartiamo da quello, e non a caso l’ossatura della squadra è evidentemente la stessa. A parte qualche tassello già acquisito (come il terzino di fascia sinistra Antonello Carità, proveniente dall’Artemisium) e pochi altri che stiamo cercando per completare l’organico, i giocatori sono gli stessi: con la differenza che ora si conoscono molto meglio, dopo una stagione intensa e vissuta tutti assieme”.

Anche lo staff non è cambiato, con Gianni Caggiano nel ruolo di guida tecnica e Alessandro Quatrale preparatore atletico. “Sì, è così”, conferma il presidente Vece, passato al di qua della scrivania dopo una scintillante carriera che gli è valsa il soprannome di Vece-gol. “Caggiano è il nostro inossidabile mister, quello che noi abbiamo ribattezzato ‘il Ferguson di Lacedonia’. Sedeva in panchina quando, nel 2002, vincemmo il campionato di Prima Categoria e conquistammo un risultato storico, la Promozione. Il prof. Quatrale, invece, è un aiuto preziosissimo, costante e sempre presente”. A loro si aggiungono altre due vecchie glorie del calcio lacedoniese: Enzo Cuozzo e Saverio Palladino, che da dirigenti accompagnatori guideranno i ragazzi con la loro esperienza.

Caggiano, Quatrale, Vece e Cuozzo: insieme a Saverio Palladino guidano l'U.S. Lacedonia
Caggiano, Quatrale, Vece e Cuozzo: insieme con Saverio Palladino guidano l’U.S. Lacedonia

Lo scorso anno la squadra ha agguantato un terzo posto sul quale, alla viglia, in pochissimi avrebbero scommesso. Solo la distanza dalle prime due in classifica (Real Ariano e Sporting Accadia) non ha permesso ai rossoblù di accedere ai playoff. “Ma quest’anno sono l’obiettivo minimo”, ripete Vece quasi come un mantra. E le concorrenti il presidente le ha già individuate: “Su tutte, credo Artemisium e Taurasi. Poi, come accade ogni anno, ci sarà qualche sorpresa. Ma stiamo allestendo una squadra nella quale crediamo molto, e per il 10 ottobre, giorno della prima di campionato, saremo pronti per dire la nostra”.

Il presidente Antonio Vece con i ragazzi dell'U.S. Africa Lacedonia
Il presidente Antonio Vece con i ragazzi dell’U.S. Africa Lacedonia

A dire la verità, nella scorsa stagione l’U.S. Lacedonia ha fatto parlare di sé non soltanto per i risultati sportivi, ma anche per la grandissima sensibilità mostrata nei confronti dei minori ospitati nella Casa Famiglia: il Torneo di San Filippo dello scorso maggio, in onore del Santo Patrono di Lacedonia, vide la partecipazione anche dell’U.S. Africa Lacedonia, squadra composta per intero dagli otto ragazzi di colore ospiti della comunità. Un gesto che non ha lasciato indifferenti, mostrando ancora una volta il valore sociale del calcio, quando lo si sa concepire in questo modo.

Da allora sono trascorsi quattro mesi, l’U.S. Lacedonia ha ripreso a concentrarsi sul campionato: la squadra, guidata dal capitano Ivan Di Conza, guida silenziosa ma preziosissima, si è radunata al “Tonino Arminio” lo scorso 6 settembre: dunque, la preparazione atletica va avanti da circa tre settimane, sotto lo sguardo attento del prof. Quatrale. Qualche elemento – come ad esempio Emilio Libertazzi, afflitto da pubalgia – non è ancora disponibile, e si punta al recupero totale.

“Negli ultimi anni abbiamo avviato una politica che punta a restituire l’U.S. Lacedonia ai lacedoniesi – afferma Vece -, e la stiamo portando avanti anche per questa stagione. In rosa, il 90% dei giocatori è di qui, e questo ovviamente ci permette da un lato di risparmiare qualcosa in bilancio, dall’altro di fare leva e affidamento sul senso di appartenenza. Un sentimento che però non manca a chi viene da altri paesi. Penso a Baratta e Celentano, gli unici due ‘stranieri’ in organico lo scorso anno, che si sono inseriti alla perfezione nei meccanismi di squadra e nelle dinamiche di gruppo, oltre ad essere giocatori di sicuro affidamento”.

Durante lo stretching, Caggiano dà indicazioni alla squadra
Durante lo stretching, Caggiano dà indicazioni alla squadra

E a proposito di senso di appartenenza, non può mancare un riferimento alle ultime, riprovevoli affermazioni su Lacedonia, rese da parte di uno dei responsabili del settore giovanile dell’Avellino. La replica di Vece è un inno allo stile: “A dire la verità, è difficile trovare le parole adatte per rispondere a bassezze di questo genere, né ho intenzione di farlo. Devo però aggiungere che su questo si potrebbe aprire una discussione lunga giorni e giorni: la nostra maturità culturale ci porta a ‘guardare e passare, senza curarci di loro’. Noi – prosegue Vece – andiamo avanti per la nostra strada, consapevoli di indossare una maglia che rappresenta tanto: il calcio a Lacedonia, checché ne dicano alcuni, nasce nel 1954, non l’altroieri. Facendo un parallelo, possiamo dire che la nostra Prima Categoria equivale alla Serie A dell’Avellino”.

La società, come d’altronde tutto il paese, è stata al solito un esempio di ospitalità e di accoglienza. “Ci siamo adeguati in toto alle necessità dell’U.S. Avellino, addirittura mettendo in secondo piano le nostre. Da presidente mi sento offeso, da cittadino altrettanto, ma lascio a ciascuno le considerazioni personali: non mi va di alimentare ulteriori polemiche per far salire il livello della tensione. Anche perché – conclude il presidente – noi siamo orgogliosi di essere irpini e continueremo a tifare Avellino”.

LA ROSA

PORTIERI: Giovanni PIGNATIELLO, Carmine VISCOVO

DIFENSORI: Luigi CAFFARO, Antonello CARITA’, Antonio CELENTANO, Mario DAMIANO, Francesco LEONE, Nino PASCIUTI, Giancarlo PATANELLA, Domenico PELULLO, Antonio SOLAZZO

CENTROCAMPISTI: Francesco CAPONIGRO, Ivan DI CONZA, Mauro LEONE, Emilio LIBERTAZZI, Antonio MELCHIONNA, Rocco PATANELLA, Euplio PELULLO, Enrico QUATRALE, Pietro ROSI

ATTACCANTI: Pietro BARATTA, Fabio DI IESU, Antonio TOMMASIELLO

 

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.