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Eolico, tra abusi e atti criminosi: l’Alta Irpinia si ribella

LACEDONIA – Questione ambientale da affrontare nella sua interezza e questione criminalità da portare all’attenzione della Commissione antimafia.

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Sono sostanzialmente questi i risultati della lunga e intensa discussione che ieri sera ha animato i locali del Museo della Religiosità Popolare, a Lacedonia, dove si è tenuto un incontro pubblico organizzata dai movimenti e partiti della sinistra per dire “No all’eolico selvaggio” e a tutto ciò che di negativo sta portando nel territorio. Alla presenza dei comitati sorti in Alta Irpinia (Lacedonia, Aquilonia, Vallata, Bisaccia, Sant’Angelo dei Lombardi e Calitri) e di sole due amministrazioni (Calitri e Aquilonia) tra tutte quelle coinvolte e invitate, il dibattito si è sviluppato essenzialmente lungo due direttrici: quella ambientale e quella connessa al rischio sociale.

Tutti gli interventi che si sono succeduti hanno toccato entrambi questi temi. Raffaele Aurisicchio, coordinatore provinciale di Sel, ha chiuso il cerchio fissando l’obiettivo: “Stati generali dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile in Alta Irpinia. Bisogna affrontare la questione ambientale a trecentosessanta gradi, e perciò auspico l’azione anche degli altri partiti politici e di forze dell’associazionismo come Libera, se è vero che questo territorio sta conoscendo un proliferare di eventi criminosi, l’ultimo dei quali ha colpito solo una settimana fa il fondatore del comitato di Lacedonia: fenomeni di questo tipo legati all’eolico nell’Alta Puglia sono molto attenzionati dalla Commissione parlamentare Antimafia”.

Come detto, il tema del rischio sociale e delle infiltrazioni della criminalità nel territorio altirpino è stato al centro di altri interventi. Rocco Pignatiello, portavoce del Laboratorio della Sinistra, ha ammonito: “Quando non c’è controllo si può aprire uno scontro tra le società che vogliono accaparrarsi un territorio che è il migliore dal punto di vista della ventosità”. Dal canto suo, Michele Di Maio, sindaco di Calitri, ha esortato a non abbassare la guardia sul tema e ad “interessare la Commissione regionale antimafia”.

Incontro molto affollato, quello di ieri sera
Incontro molto affollato, quello di ieri sera

Tra i comitati, c’è stato chi, come Nicola Cicchetti, del Comitato Voria di Vallata, ha proposto di “chiedere la convocazione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, anche perché abbiamo bisogno di sapere perché non conosciamo ancora l’esito di una denuncia di quattro anni fa contro un parco eolico”. C’è stato anche chi, come Michele Solazzo, del comitato No all’eolico selvaggio di Bisaccia, ha attaccato duramente i  “metodi mafiosi utilizzati da molti affaristi che hanno ormai inquinato il nostro territorio. Ci hanno asfaltato completamente. Siamo arrivati a mettere insieme una sfilza di attentati: cosa vogliono di più?”. Solazzo ha avanzato qualche proposta per bloccare l’inselvimento eolico: “Dobbiamo parlare della ripubblicizzazione del vento, così com’è stato fatto per l’acqua, e appellarci al presidente D’Amelio: già ha definito ‘uno scempio’ quello perpetrato nei nostri territori, ora deve agire di conseguenza. Ci aspettiamo che nella prossima conferenza Stato-Regioni affronti il tema delle aste dei certificati verdi: il governo ha escluso il fotovoltaico, a vantaggio dell’eolico e delle biomasse. Perché?”, si chiede Solazzo, che con il suo comitato si è battuto contro la realizzazione dell’elettrodotto Bisaccia-Deliceto da 380 KV.

Da sinistra: Cicchetti, Pignatiello e Solazzo
Da sinistra: Cicchetti, Pignatiello e Solazzo

A fare da sfondo a tutto ciò, il lavoro istituzionale che dovrebbe portare entro dieci giorni alla convocazione di un consiglio comunale tra oltre dieci paesi interessati dall’eolico, che chiederanno una moratoria e l’approvazione del Pear. Iniziativa vista con favore dagli organizzatori dell’incontro. “”Ma non vogliamo – ha affermato il portavoce Pignatiello – che la proposta venga annacquata come accade da 13 anni, cioè dall’approvazione della 387/03. I comuni devono essere coinvolti in prima linea e questo è il grande merito del sindaco di Calitri Michele Di Maio: aver inchiodato le amministrazioni alle loro responsabilità”.

Proprio Di Maio ha affermato di aver “bloccato l’installazione di tre parchi eolici negli ultimi mesi: insieme ad un geologo abbiamo fatto le pulci ai progetti, arrivando a sospendere l’iter”. Una posizione che sottolinea ancor di più l’importanza del lavoro delle amministrazioni – quando lo si vuole fare -, e che va a fare il paio con quella del sindaco di Sant’Andrea di Conza, Pompeo D’Angola, del quale tra poche ore sarà pubblicata  un’intervista che ci ha concesso.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.