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Lacedonia, dal Comitato No Alta Tensione sospetti sull’incendio di rotoballe

LACEDONIA – C’è più di un’ombra sull’incendio che qualche notte fa ha distrutto centinaia di rotoballe in Contrada Roveto, a Lacedonia, sul quale proseguono le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi per accertarne le origini.

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Le rotoballe, infatti, appartenevano alla famiglia di Michele Russo, consigliere comunale di maggioranza, promotore e fondatore del comitato “No Alta Tensione”, che da un anno e mezzo si batte contro l’inselvimento eolico nel territorio di Lacedonia e le relative opere connesse (come l’elettrodotto nella foto). Attraverso una nota  – purtroppo non inviata alla nostra testata -, è il comitato stesso ad avanzare dubbi sulla tempistica del gesto.

“Non vogliamo essere capziosi – si legge sul pezzo pubblicato dal Quotidiano del Sud-, ma pare opportuno evidenziare che l’episodio criminoso coincide temporalmente con le rimostranze di Russo alla ditta esecutrice delle opere di fondazione di un traliccio dell’elettrodotto in costruzione su un terreno di proprietà di suo padre, in località Curci”, oggetto di esproprio della stessa azienda. Proprio a seguito di questi lavori, sarebbe diventato impossibile eseguire i normali lavori agricoli sul terreno interessato.

no eolico

Come detto, il comitato No Alta Tensione punta i riflettori sulla tempistica del gesto: come si legge, Russo era convocato per il giorno successivo presso la Procura della Repubblica di Avellino dove avrebbe dovuto rispondere in merito ad alcuni esposti e denunce che il comitato stesso aveva inoltrato e che riguardavano presunte violazioni delle norme vigenti nelle procedure autorizzative  per la realizzazione di parchi eolici e opere connesse.

Nel comunicato c’è poi spazio anche per una critica nei confronti di chi non ha speso una parola per esprimere solidarietà al consigliere: “Un silenzio assordante”, è l’amara constatazione.