Claudio Ricci Del Basso De Caro

Energie rinnovabili, Ricci chiede maggiore tutela del territorio

BENEVENTO – Energia, supporto essenziale per lo sviluppo, in particolare del Mezzogiorno: sono questi i temi di cui si è discusso ieri, nel corso di un partecipato convegno tenuto presso la Sala Consiliare Rocca dei Rettori, sede della Provincia di Benevento.

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L’occasione è stata data dalla presentazione del saggio dal titolo “Energia è sviluppo. Fare impresa salvando la terra” (Edizioni Scientifiche italiane), curato Michele Raffa.

L’iniziativa è stata voluta dal Presidente della Provincia, Claudio Ricci, il quale ha inquadrato lo studio nel contesto delle necessità e dei bisogni della collettività meridionale in fatto di energia ed ha chiesto una grande attenzione al tema della compatibilità tra produzione di energia e tutela del territorio.

Secondo l’autore del libro stiamo attraversando una congiuntura storica che vede il passaggio da una fase di controllo monopolistico della produzione di energia ad un ampliamento della platea dei soggetti produttori. “Nel settore dell’energia – ha detto Raffa –  intervenivano solo grandi operatori e grandi aziende.  Oggi invece, assistiamo ad una nuova fase con l’ingresso in campo di reti locali che intervengono a produrre energia da fonti rinnovabili anche da parte di piccoli operatori ed imprenditori”.

Hanno illustrato il testo il Rettore dell’Università degli studi del Sannio Filippo De Rossi e il docente dello stesso Ateneo Mario Raffa. Sono quindi intervenuti alcuni sindaci del Sannio, che sentono molto da vicino la questione relativa alle energie alternative e, spesso, all’inselvimento eolico che ne deriva.

Energie rinnovabili

Ha concluso i lavori il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture, Umberto Del Basso  Del Caro, secondo il quale, negli ultimi decenni, il nostro Paese ha negato ogni tipo di approccio a qualunque fonte di energia: “Oggi, però – ha aggiunto il sottosegretario – noi siamo nell’ottica introdotta dal Protocollo di Kyoto con la quale i Paesi più industrializzati sono impegnati per almeno il 20% del proprio fabbisogno energetico a provvedere con fonti energetiche alternative. L’Italia è a buon punto ma non ha raggiunto ancora questo livello, sebbene  vi siano grandi attenzioni verso l’energia da eolico, da fotovoltaico e da idroelettrico”.