SIlvio Berlusconi De Girolamo

La De Girolamo e la carica dei 120: Forza Italia e Berlusconi ripartono da qui

ROMA – E’ andato in scena ieri, a San Lorenzo in Lucina, l’incontro che ha ufficialmente riammesso Nunzia De Girolamo all’interno di Forza Italia.

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La deputata ed ex ministro delle Politiche agricole, che era fuoruscita dagli azzurri insieme con Angelino Alfano per dare vita al Nuovo Centrodestra, era da tempo in rotta con il ministro dell’Interno a causa di una politica, era la sua accusa, praticamente omogenea e schiacciata sul Partito democratico. Ieri, la De Girolamo si è presentata all’appuntamento con l’ex capo del governo insieme ad una pattuglia numerosissima di amministratori locali (120, giunti a Roma con due pullman) che hanno deciso di seguirla in questo ritorno sui propri passi.

“Forza Italia deve tornare ad essere il primo partito”, ha affermato Berlusconi, sferzando i nuovi azzurri e andando contro i sondaggi, che vogliono il partito ad una percentuale di neanche il 10%.

 

“Il presidente Berlusconi – scrive la De Girolamo sulla propria pagina Fb al termine – ha dato un mandato a questi amministratori e lo darà a tutti gli amministratori di Fi, a tutti quelli che torneranno e che incontrerà nei prossimi giorni: il mandato è vincere e convincere tutti gli elettori moderati che non sono andati alle urne che lui c’è e torna in campo con un programma di centrodestra che prevede alcuni ‘meno’. Ad esempio, meno
burocrazia, meno Europa ma più giustizia, più garanzie, più sicurezza”.  

“Berlusconi ha detto che dobbiamo tornare a vincere in tutte le realtà. Ha chiesto agli amministratori di essere le sentinelle di questo messaggio, cominciando dalla Campania. Ha chiesto loro di fare la catena della libertà, affinché i nostri programmi possano arrivare a tutti gli italiani delusi. Ha riconosciuto di aver avuto un difetto, cioè quello di non aver convinto il 51% degli italiani per cambiare la Costituzione. Non gliel’hanno fatto fare, mentre con Renzi diventa tutto più facile. Il viaggio nelle 100 province Berlusconi lo farà e se non lo farà saranno le province a venire qui”.