Vincenzo De Luca

La Severino come una spada di Damocle: De Luca sospeso, Sannio senza istituzioni?

NAPOLI – Si staglia un orizzonte nero per Vincenzo De Luca, dopo la pronuncia della Consulta sulla Legge Severino. E si staglia un orizzonte nerissimo per il Sannio, colpito duramente dall’alluvione della scorsa settimana e per il quale, bisogna dirlo, soltanto l’ente regionale ha mosso passi concreti.

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Rigettando il ricorso sulla legge Severino perché ritenuto infondato, la Consulta l’ha di fatto blindata, in particolare sulle norme relative alla sospensione degli amministratori locali condannati. Oltre al presidente della Giunta regionale, la questione riguarda anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che però ha affermato di voler puntare all’assoluzione.

Nella fattispecie, la Consulta ha rigettato il ricorso all’articolo 11 del decreto legislativo, in vigore dal gennaio di due anni fa. L’articolo prevedeva la retroattività della norma che stabilisce 18 mesi di sospensione per amministratori pubblici condannati senza sentenza definitiva. Su De Luca grava una sentenza in primo grado a un anno di reclusione per abuso d’ufficio.

Il suo ricorso fu accolto lo scorso 22 luglio, e i giudici partenopei sospesero la sospensione, consentendogli di insediarsi a Palazzo Santa Lucia. Un passo indietro sulla questione da parte della Consulta – cosa a questo punto ritenuta più che possibile – andrebbe ad innestarsi in un momento storico che per alcune zone della Campania è a dir poco drammatico. Il Sannio ha bisogno estremo di istituzioni che gli siano vicine, e finora la Regione Campania è stato l’unico ente, oltre alla Provincia, a non aver fatto mancare la propria presenza. Palazzo Chigi latita in un mare di cinguettii autoreferenziali e fini a se stessi.

“Subito la messa in sicurezza dei fiumi e degli argini”, ha affermato ieri De Luca, a Benevento per la seconda volta per una riunione in Prefettura. Ma in caso di validità della Severino, il governatore sarà sospeso. Ma del Sannio che ne sarà?