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Riforma delle Regioni, si allarga la Campania. E le aree interne?

ROMA – Alla Camera dei Deputati è stata formalmente presentata la proposta per un superamento dell’attuale sistema istituzionale delle Regioni.

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La proposta non prevede un superamento dell’ente Regione, bensì una sostanziale riduzione del numero delle Regioni.

 

 

 

 

 

 

 

Le Regioni, secondo la proposta, dovrebbero passare da 20 a 12.

L’Italia sarebbe così suddivisa:

  •     Regione Alpina: comprende Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.
  •     Regione Lombardia: è uguale all’attuale Lombardia.
  •     Regione Triveneto: comprende il Trentino Alto-Adige, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.
  •     Regione Emilia Romagna: ingloba nell’attuale Emilia Romagna la provincia di Pesaro e Urbino.
  •     Regione Appenninica: praticamente l’antica Etruria. Toscana e Umbria, più la provincia di Viterbo.
  •     Regione di Roma Capitale: comprende la sola Provincia di Roma.
  •     Regione Adriatica: Abruzzo più gran parte delle Marche e metà Molise e un pezzo di Lazio. Cioè tutte le province abruzzesi più le province di Macerata, Ancona, Ascoli, Rieti e Isernia.
  •     Regione del Levante: Puglia più metà Molise e metà Basilicata. Alle cinque province pugliesi si aggiungono quella di Matera e quella di Campobasso.
  •     Regione del Ponente: la Calabria più la provincia di Potenza.
  •     Regione Sicilia: uguale all’attuale.
  •     Regione Sardegna: uguale all’attuale.

Per quanto riguarda la Campania si dovrebbe procedere ad un allargamento che darebbe vita alla nuova Regione Tirrenica. In sostanza alle province di Napoli, Avellino, Benevento, Salerno e Caserta, andrebbero ad aggiungersi le province di Latina e Frosinone.

Ci sarebbe molto da discutere sul criterio di allargamento della Regione Campania (e di tutte le altre Regioni in verità). Il criterio economico non può essere l’unica discriminante in un ragionamento di ridefinizione territoriale. Andrebbero presi in considerazione tutta un’altra serie di fattori, a partire, appunto, dall’omogeneità territoriale.

Una Regione Tirrenica come quella delineata nella proposta alla Camera dei Deputati, sarebbe evidentemente “focalizzata” sulle esigenze e le necessità di una fascia costiera a quel punto ancora più ampia. Senza voler mettere il carro davanti ai buoi, sembra probabile che le esigenze delle aree interne verrebbe ancor di più penalizzate.

Sarebbe il caso di immaginare, nell’ottica di una ridefinizione delle Regioni, un comprensorio territoriale che garantisca “autonomia” alle aree interne. Un modo, per restare in Campania, per consentire al Sannio ed all’Irpinia di mettere in campo un investimento ragionato per il proprio futuro.