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Sannio, emergenza emigrazione: nessun freno allo spopolamento

SANNIO – Quella dello spopolamento nel Sannio è diventata una vera e propria emergenza.

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L’emigrazione è ormai, da qualche anno, una costante di questo territorio. La crisi economica, la perdurante mancanza di occasioni e di possibilità,  hanno fatto in modo che un ingente numero di persone siano andati a cercare fortuna altrove.

Il rapporto pubblicato ieri  a Roma, nel decimo Rapporto “Italiani nel Mondo”, dalla Fondazione Migrantes, conferma questa tendenza ed offre un quadro davvero desolante della situazione. La “nuova” emigrazione riguarda soprattutto i giovani, molti dei quali con alto livello di studio. Il centro ed il nord Europa le mete più ambite, ma anche Stati Uniti ed Australia.

Ciò che fa più impressione, nelle pagine del rapporto, è la sottolineatura del dato strutturale in merito allo spopolamento  delle aree interne. Il Sannio, purtroppo, non fa eccezioni. Anzi.

In provincia di Benevento si registra addirittura un innalzamento delle percentuale di quelli che potremmo definire i “nuovi emigranti”. Il documento prodotto da Migrantes fa il paio con il rapporto Istat pubblicato nel 2014 sulla situazione emigrazione. Da quel rapporto si evinceva che, di questo passo, tra pochi decenni il Sannio sarebbe diventato un vero e proprio deserto.

In quell’occasione proponemmo una sorta di proiezione di quello che sarò il Sannio da qui a 50 anni:

Se a San Barolomeno in Galdo nel solo anno 2014 si sono persi 70 residenti, nella malaugurata ipotesi dovesse continuare questo trand, nel 2055 il più importante comune fortorino si troverebbe ad avere qualcosa come 1500 abitanti a fronte degli attuali 5000. L’esistenza delle altre comunità del Fortore appare già segnata.

Stesso discorso per Cerreto Sannita, centro della Valle del Titerno. Il comune famoso nel mondo per la ceramica, ha perso nel 2014 circa 40 residenti. Tra cinquant’anni la comunità di Cerreto Sannita si vedrebbe dimezzata con circa 2000 abitanti. 

Comuni come Arpaise, Arpaise, Ginestra degli Schiavoni, Casalduni, Castelvetere, Pietraroja, Campolattaro, Fragneto l’Abate, vedranno la propria popolazione ridursi a qualche sparuto nucleo di residenti se non condannate a “sparire” del tutto. 

La comunità più popolosa della Valle del Tammaro, Morcone, rischia di ridursi ad un piccolo centro con non più di 2000 anime. Guardia Sanframondi, Cusano Mutri, Faicchio, San Salvatore Telesino, vedranno dimezzata la propria popolazione.

Una delle pochissime comunità in controtendenza è quella di Telese Terme. Il comune termale ha visto negli ultimi anni un’imponente crescita demografica che, qualora la tendenza dovesse essere confermata, lo porterebbe ad avere nell’anno 2055 più di 12000abitanti”.