Gabriele Corona Altrabenevento

Servizio mensa, ancora denunce da Altrabenevento: Le grandi manovre continuano

BENEVENTO – Prosegue l’azione dell’associazione AltraBenevento, impegnata da quasi un anno nella vicenda del servizio mensa per anziani e malati mentali della Asl.

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L’associazione ha nuovamente affrontato l’argomento attraverso un comunicato inviato alla nostra redazione. Ecco il testo, firmato da Gabriele Corona (al centro nella foto in alto).

Con diversi documenti ed esposti abbiamo denunciato, dal dicembre 2014, prima lo scandaloso servizio di mensa scolastica del Comune di Benevento e poi quello della Azienda Sanitaria Locale per anziani e malati psichici, affidati entrambi alla società Ristorò della famiglia Porcelli-Barretta. L’amministrazione comunale di Benevento e l’ASL dopo aver tentato di negare l’evidenza delle nostre denunce, dalle quali emergevano anche palesi violazioni contrattuali che non erano state verificate dagli stessi Enti affidatari, a seguito della video-inchiesta del Corriere della Sera hanno dovuto sospendere il servizio e solo allora la Procura della Repubblica ha aperto due indagini.

Ad oggi, dopo oltre sei mesi, il Sostituto Procuratore della Repubblica, la dott.ssa Miriam Lapalorcia, non ha ancora concluso le ipotesi di reati a carico dei responsabili delle frodi contrattuali, delle truffe a danno degli utenti e degli enti pubblici e dei mancati controlli che abbiamo puntualmente denunciato. Di sicuro si sa solamente, ed ufficialmente, che proprio a seguito di quelle denuncie fatte a viso aperto, io sono indagato per diffamazione (art. 595 codice penale), calunnia (art. 368 c.p.) e violenza privata – minacce (art. 610 c.p.) su richiesta dei soci e degli amministratori della famiglia Barretta-Porcelli.

Intanto, il Commissario Straordinario della ASL, Gelsomino Ventucci, che ancora non comunica i risultati dell’indagine interna sui mancati controlli al servizio reso della Ristorò, con una propria delibera e senza alcun parere della struttura amministrativa, ha deciso di avviare una “procedura negoziata” per individuare la ditta alla quale affidare la preparazione e distribuzione dei pasti agli anziani e malati psichici, sempre nelle vaschette di plastica, contrariamente a quanto assicurato alla Rete Sociale, associazione dei familiari degli assistiti.

Non sappiamo con quali ditte Ventucci stia negoziando l’affidamento del servizio, ma abbiamo letto il nuovo capitolato che certamente è peggiore del precedente perchè, ad esempio, non impone alla ditta aggiudicataria l’assunzione del personale che ha garantito finora il servizio e non indica le distanza del centro di cottura dalle strutture di degenza e neppure i tempi di consegna dei pasti, cioè proprio quelle clausole contrattuali che la Ristorò non aveva rispettato.

Anche il Comune di Benevento ha predisposto un nuovo Capitolato Speciale di Appalto per il servizio di mensa scolastica che lascia inalterata la confusione sulle modalità e le competenze per i controlli, rendendo in tal modo vane anche le indicazioni dei nuovi menù e delle tabelle dietetiche. I comitati dei genitori avevano proposto una Carta dei servizi con l’indicazione delle nuove regole per controlli efficaci, ma l’amministrazione comunale non ha voluto approvarla.

Con la nuova Gara di Appalto il comune ha previsto che la ditta aggiudicataria debba garantire, per il prezzo inferiore a 5 euro a pasto, anche i lavori per circa 800 mila euro, per ristrutturare il centro di cottura pubblico di contrada Capodimonte e per adeguare le scuole allo scodellamento dei pasti senza l’uso di vaschette di plastica. Secondo indiscrezioni giornalistiche, in questi ultimi due mesi almeno dodici aziende avrebbero espresso l’interesse concreto per tale stravagante gara visitando le strutture oggetto di lavori, ma venerdì scorso, alla scadenza dei termini previsti dal bando, sono arrivate solo due proposte ognuna sottoscritta da due sole ditte.

Un’offerta è stata presentata da una ditta di Napoli in associazione temporanea con una società di Castellammare di Stabia, con il centro di cottura a Beltiglio, l’altra proposta arriva da una società di Catania in associazione con la cooperativa avellinese Quadrelle 2001 che ha di recente acquisito dalla Ristorò la disponibilità del centro di cottura di Ponte Valentino, dove sono stati prodotti i pasti oggetto di numerose contestazioni.

Gabriele Corona e Giuseppe Moschella

Ma la famiglia Barretta – Porcelli non si è limitata a cedere alla Quadrelle 2001 il ramo di azienda per la ristorazione collettiva con le attrezzature delle cucine e il personale, perchè è rimasta ufficialmente in affari con la cooperativa avellinese per i servizi di mensa che la ASL e il Comune di Benevento dovessero affidare. Tanto risulta ufficialmente ed esplicitamente dall’atto notarile del 20 luglio nel quale si legge che per almeno tre anni, la Quadrelle pagherà alla Ristorò una percentuale sugli incassi derivanti dalla utilizzazione del centro di cottura di Ponte Valentino per i servizi di mensa.

Domani mattina, lunedì 5 ottobre, il dirigente comunale Giuseppe Moschella, lo stesso che per sei mesi ha continuato a considerare “destituite di fondamento” le denunce di Altrabenevento per lo scandaloso servizio mensa offerto dalla Ristorò, aprirà le buste con le offerte che dovranno essere valutate da una commissione di esperti, come previsto per legge.

La Commissione, però, è costituita dallo stesso Moschella e da due dipendenti comunali che egli ha nominato, scelti tra quelli del Servizio Sociale del comune diretto sempre dal comandante-dirigente, i quali, non essendo tecnici, non hanno alcuna competenza per valutare la qualità dei lavori che le ditte dovrebbero effettuare per ristrutturare il centro di cottura comunale di Capodimonte o adeguare le scuole per lo scodellamento dei pasti.

Per altrabenevento – Gabriele Corona