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Strage di Pontelandolfo e Casalduni, al Giannone si presenta volume a fumetti

BENEVENTO – Il 30 ottobre, alle ore 17,00, nell’aula Palatucci del Liceo Classico “Pietro Giannone”, si svolgerà la presentazione del volume a fumetti “14 Agosto 1861… di Pontelandolfo e di Casalduni non rimanga pietra” di Riccardo Fortuna.

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Promosso dal Dipartimento storico-filosofico del Liceo e dall’associazione BN.ComiX, l’incontro vedrà i saluti della D.S. Norma Fortuna Pedicini, l’introduzione del prof. Amerigo Ciervo, responsabile del Dipartimento, gli interventi dello scrittore e storico Giancristiano Desiderio e del fondatore, past-presidente di Bn.Comix, Antonio Furno, che discuteranno con l’autore.

«L’eccidio di Pontelandolfo e Casalduni dell’agosto del 1861 – ha dichiarato Fortuna – è la prima strage di Stato di una lunga serie mai interrotta […]. Ho pensato a questo fumetto come una sorta di docu-fiction su carta e non su video». Trentasette anni, un diploma in pittura presso l’Accademia delle Belle

Arti, vignettista, illustratore e qualche striscia su qualche sito online, Fortuna è al suo primo fumetto pubblicato su volume. Riconosce il suo debito nei confronti del grande Moebius.

Gli storici ricordano che il 7 agosto del 1861, nel corso della festa di San Donato, alcuni «briganti», provenienti da Casalduni e da altri paesi del beneventano, dopo aver inneggiato ai Borbone, calpestarono lo stemma sabaudo, assaltarono e bruciarono l’esattoria comunale e costituirono un nuovo governo.

L’11 agosto quarantacinque soldati, capitanati dal tenente Luigi Augusto Bracci, si diressero nella cittadina per sedare i disordini, ma furono uccisi. Informato dei fatti, il generale Enrico Cialdini del Regio Esercito Italiano, con l’ordine che «di Pontelandolfo e di Casalduni non rimanga pietra su pietra», inviò quattro compagnie di bersaglieri, capitanati dal maggiore Pier Eleonoro Negri e dall’ufficiale Carlo Melegari. Alle luci dell’alba, i soldati colsero di sorpresa gli abitanti e, dopo aver violentato le donne, uccisi vecchi e bambini, rubato ori e denari, incendiarono e distrussero il paese, provocando la morte di centinaia pontelandolfesi. Come è noto il generale Cialdini ed il maggiore Negri furono insigniti di una medaglia d’oro al valor militare e molti dei soldati che parteciparono all’eccidio ricevettero una menzione d’onore.

Sarà particolarmente interessante il confronto fra Desiderio, che tende a rivedere il “revisionismo” sulla strage, considerando i numeri gonfiati dagli storici “meridionalisti”, e l’autore del volume, schierato sulle posizioni rese popolari da Pino Aprile con i suoi libri.

Per l’occasione Ferdinando Silvestri ha reinterpretato l’evento in un disegno colorato da Stefano Donatiello. Marco Giammetti ha realizzato una cartolina che sarà data in omaggio ai partecipanti.