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Un coraggio da leoni, quello dei sanniti

BENEVENTO – Era da un pò di tempo, per ragioni professionali, che non scrivevo per la mia terra. Mi ritrovo nuovamente di fronte ad un computer a raccontarvi ciò che i miei occhi hanno visto in queste ore.

Fiera Di Calitri prova

Io altirpino, erudito dai miei nonni e dai miei genitori, su quella maledetta sera del 23 novembre 1980, in queste ore, facendo il mio giro da cronista, ho letto molti di quei momenti negli occhi, nel cuore e nell’anima del popolo sannita.

Un’alluvione, quella del 15 ottobre che, fortunatamente, non ha fatto molte vittime, ma che ha segnato, ha ferito a morte, molti centri del beneventano. Una natura, purtroppo stavolta matrigna, ha reso inagibili molte abitazioni, ha distrutto la principale economia, quella vitivinicola, ha spezzato i sacrifici ed i sogni di una vita di giovani e meno giovani.

Un urlo ed un sussulto senza precedenti che ha messo in ginocchio un’intera provincia, infatti, ancora in queste ore, nell’area industriale di Benevento si lavora per liberare dal fango molte aziende anche di un certo spessore, per non parlare della cantina di Solopaca dove la situazione era disperata, soprattutto, per i danni registrati nei vari vigneti.

Ed allora io mi sarei aspettato solo polemiche, lamentele, piagnistei. Invece no. Ed anche qui mi sono sovvenuti i racconti dei miei nonni sul sisma del 1980: come noi altirpini, i sanniti si sono rimboccati le maniche e sono scesi in campo, per primi, a guardarsi negli occhi, l’uno con gli altri, per farsi coraggio a vicenda, ma soprattutto per darsi una speranza per il futuro.

Non ho sentito una sola parola fuori posto, ma ho letto negli occhi delle persone che ho incontrato la determinazione a ripartire al più presto senza chiedere la pietà di nessuno.

Sono in tanti a fare proclami in tv ed anche in Parlamento in queste ore, ma il Sannio ha lanciato un messaggio ben chiaro: “mentre voi fate populismo, noi iniziamo a rialzarci da soli”.

Che dirvi cari cugini: da altirpino vi dico che state dando una grande lezione di dignità e di forza a tutta l’Italia ed io sono certo che ce la farete, sarà dura, ma ce la farete.

Anzi se permettete: sarà dura ma ce la faremo. Eh sì perché nel Sannio leggo lo stesso coraggio e la stessa forza d’animo di noi altirpini nel 1980. Ecco perché insisto: non mollate.

Avete dignità da vendere, un cuore forte per rialzarvi, siete decisi, coraggiosi, determinati: siete Sanniti.