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Una triste ed amara verità: il Sannio è solo

SANNIO – Il Sannio continua a vivere i suoi giorni più bui. L’alluvione che ha devastato Benevento e tutta la provincia mostra solo ora la dimensione della catastrofe.

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Man mano che passano le ore si inizia ad avere un quadro completo della situazione: il Sannio è letteralmente in ginocchio. Siamo ancora in piena fase d’emergenza. Se nel capoluogo, pur tra tremende difficoltà, inizia ad aprirsi un piccolo spiraglio di “normalizzazione”, in tanti paesi della provincia la situazione è ancora estremamente critica. Paupisi, Cautano, Solopaca, Ponte e tanti altri paesi vivono ancora con il fiato sospeso.

Il rumore assordante delle richieste d’aiuto che continuano ad arrivare da ogni parte della provincia fa da contraltare al silenzio tombale dei media. Se gli organi di informazione nazionale hanno speso qualche parola nel giorno funesto dell’alluvione, la tragedia del Sannio è presto finita nel dimenticatoio.

Dal Premier qualche distratta parola di solidarietà. Per ora nulla di più. De Luca ha annunciato la stanziamento di 500mila euro per gli interventi di somma urgenza. Bene in questa fase, ma è chiaro che la Regione dovrà pensare ad interventi strutturali e di lungo periodo. Primo tra tutti un sostegno alle tantissime aziende colpite dall’alluvione. Le prime stime sui posti di lavoro persi prefigurano già uno scenario da brividi.

C’è poi la questione dei soccorsi. L’auto-organizzazione ed il grande cuore dei volontari non possono essere abbastanza. Il lavoro indefesso ed encomiabile degli uomini della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Guardia Forestale si scontra con una drammatica mancanza di mezzi e risorse. Lo stesso dicasi per l’intervento, dove questo ha avuto luogo, dell’Esercito. Certo, non è questo il tempo delle polemiche. La fase d’emergenza richiede ancora impegno e collaborazione da parte di tutti. Resta il fatto, però, che in tanti casi simili l’attenzione del Paese è stata diversa.

Il Sannio sembra essere avvolto,invece, da un fatale destino d’indifferenza. Benevento e la provincia dovranno far affidamento su se stessi. Come tante volte nella loro storia i sanniti saranno chiamati a resistere ed a rialzarsi solo in virtù delle proprie forze. Lo faranno.

E su questo, chi scrive, non ha alcun dubbio.

  • Rosa Bonaiuto

    Mi sembra di rivivere il post terremoto in Irpinia, a causa del quale si registrarono oltre 3000 morti e durante la ricostruzione, avvenuta molto dopo, ancora si trovavano corpi sotto le macerie. Il titolo del giornale IL Mattino diceva: FATE PRESTO ed intanto a S. Angelo dei LOMBARDI morivano sotto le macerie dell’ospedale persone che per mancanza di mezzi non fu possibile tirare fuori e che fino all’ultimo hanno parlato con chi stava fuori!