Eolico, crolla il mito del Comune impotente: il sindaco D’Angola e la vittoria di Sant’Andrea di Conza

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SANT’ANDREA DI CONZA – Gerardo Pompeo D’Angola è il giovane sindaco di Sant’Andrea di Conza, piccolo paese sul versante lucano dell’avellinese: milleseicento abitanti distribuiti in poco più di sei chilometri quadrati di territorio.

Pochi, ma sufficienti perché le società eoliche, che dell’Alta Irpinia hanno fatto la loro “Eolicon Valley”, mettessero nel mirino anche questo lembo di terra. Il vento è vento, sempre e dovunque.

Eletto nel 2009 con la promessa di non consentire alcun insediamento eolico, D’Angola è stato rieletto nel 2014 (con oltre il 62% dei suffragi). Promessa mantenuta, evidentemente: ad oggi, il territorio del suo comune non presenta alcun traliccio, alcuna torre, alcuna elica. Ma allora non è vero – come ultimamente ha dimostrato anche Michele Di Maio, sindaco di Calitri – che i comuni non contano niente? Non è vero che è tutto demandato alla Regione (Campania, in questo caso)? Eppure, qualche amministratore ci ha sempre fatto credere questo.

– Sindaco D’Angola, finora lei è riuscito a scongiurare l’insediamento di parchi eolici nel territorio del suo Comune. Come ha fatto?

A bloccare, purtroppo non a scongiurare: il “problema” è il Comune limitrofo di Conza della Campania.

– Si tratta comunque di un grande risultato, che porta il Comune di Sant’Andrea di Conza ad essere una mosca bianca in Alta Irpinia. In che modo ha operato?

Pompeo D'Angola, sindaco di Sant'Andrea di Conza
Pompeo D’Angola, sindaco di Sant’Andrea di Conza

Ha detto bene, una mosca bianca. Ciò è stato possibile perché sin dal primo giorno in cui ci siamo insediati, nel giugno del 2009, ho iniziato a discutere con queste società che volevano impiantare eolico sia sul nostro territorio che su quello di Conza della Campania. Non essendo dotati di un Piano energetico comunale eravamo facilmente aggredibili come Comune: per questa ragione abbiamo immediatamente fatto partire i primi ricorsi al Tar, grazie ai quali siano riusciti ad evitare che queste società potessero insediare i propri parchi eolici.

– Pericolo totalmente scongiurato, quindi?

Non ancora. Ancora oggi siamo al Consiglio di Stato per evitare la realizzazione di una sottostazione elettrica per aerogeneratori da piazzare nel territorio del Comune di Conza della Campania ma al confine con il territorio del Comune di Sant’Andrea di Conza. Quindi non direi pericolo scongiurato del tutto, ma i fatti dicono che sono trascorsi sei anni dal nostro insediamento e il nostro Comune non ha conosciuto l’installazione di una sola torre eolica, nonostante fossero previsti inizialmente otto aerogeneratori nel nostro territorio.

– In sostanza, le ditte proponenti hanno preferito “scappare” da Sant’Andrea.

Nel 2012, dopo varie modifiche ai progetti, sì, hanno escluso il territorio di Sant’Andrea di Conza da quelli destinati all’impianto di aerogeneratori, spostandoli appunto nel territorio di Conza della Campania. Immaginavano che non essendo competente su quel territorio, io non potessi sollevare obiezioni.

– E invece?

Un insediamento di macro-eolico
Un insediamento di macro-eolico

E invece ho ragionato in un’altra maniera. Le torri previste avrebbero impattato fortemente sul nostro paese, giacché il centro abitato di Sant’Andrea di Conza, sorgendo all’interno di un territorio limitatissimo (solo 6 chilometri quadrati), è circondato dagli altri comuni e subirebbe in maniera fortissima l’impatto di qualsiasi impianto eolico realizzato. E’ su questo che ci siamo basati in tutti i ricorsi che abbiamo puntualmente presentato.

– Oggi, quindi, il territorio di Sant’Andrea non presenta nessuna torre eolica. C’è qualche progetto in essere?

Neanche. Non abbiamo aerogeneratori e sul nostro territorio non insistono progetti di realizzazione. L’unico problema che abbiamo, come ho detto, è relativo al confine con il comune di Conza della Campania.

Sindaco D’Angola, durante alcuni incontri pubblici lei ha battuto molto sul tasto della presenza attiva dei comuni alle conferenze di servizio, che prevedono la convocazione presso la Regione Campania degli enti coinvolti nella realizzazione di impianti di questo tipo. Certi comuni dell’area estrema dell’Alta Irpinia hanno sempre reputato inutile partecipare alle conferenze di servizio, disertandole con puntualità svizzera. Come valuta questa posizione?

E’ una presa in giro nei confronti delle comunità ed eventualmente degli altri sindaci che non sono a conoscenza della materia. Si tratta invece del primo passo: è fondamentale andare in conferenza di servizi, ma non a dire “sì” o “no” e basta. Bisogna parteciparvi per dire un “no” mo-ti-va-to (scandisce la parola, ndr).

– Cosa intende per “un no motivato”?

Il “no” deve essere supportato da relazioni tecniche, da un atto che possa rafforzare il diniego, altrimenti si va a Napoli a perdere tempo.

– Andiamo a fondo: quali possono essere queste “relazioni tecniche” che lei richiama a supporto del diniego?

Relazioni relative al dissesto idrogeologico, alla presenza di area Sic, alla tutela paesaggistica. Sono elementi di cui bisogna tener conto in fase di iter autorizzativo. E se i funzionari della Regione Campania non lo tengono presente, allora lo si fa presente al Tar, al Consiglio di Stato. La caparbietà di questa amministrazione è la prova che si può costringere queste società a girare al largo. Durante la campagna elettorale che portò alle mie elezioni, avevo garantito che non avrei fatto impiantare nessuna pala eolica: finora ho mantenuto l’impegno.

Sindaco, nel caso in cui l’iter autorizzativo vada a buon fine? Nel caso in cui una società dovesse ottenere l’autorizzazione alla realizzazione di un parco? Che si fa?

La riunione di Bisaccia dei sindaci
La riunione di Bisaccia dei sindaci

Si fa ricorso, immediatamente. Solitamente, questi decreti vengono pubblicati nei periodi di vacanza: in agosto, sotto Natale o nelle ferie di Pasqua. Bisogna quindi stare con gli occhi apertissimi e fare attenzione, controllando il Burc non dico quotidianamente ma quasi. E i miei colleghi su questo sono stati poco attenti e molto superficiali nella loro azione. Credo siano mancati anche elementi giuridici, che avrebbero potuto dare loro più consapevolezza della questione, dal momento che le società hanno potuto fare il bello e il cattivo tempo sul territorio. Quello che mi preme dire è che la frase ricorrente – “che c’andiamo a fare in Regione Campania, non possiamo fare niente” -, non è assolutamente vera. Anche perché nelle procedure presentate c’è sempre qualche errore, qualche falla: mettersi a spulciare le carte con avvocati capaci consente di trovare cavilli. Noi lo abbiamo fatto con il nostro avvocato Nello Cicenia, e abbiamo ottenuto risultati che sono sotto gli occhi di tutti.