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Taglio stipendi dei consiglieri M5S: quando la politica non si perde in chiacchiere

L’Istituto Tecnico “Rampone” di Benevento è stato uno dei più colpiti dall’alluvione del 15 ottobre. Molto probabilmente la scuola riprenderà la sua attività normale non prima del 3 novembre.

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In qualche modo i danni al “Rampone” sono la rappresentazione plastica del disastro che si è abbattuto sul Sannio.  Ora, rispetto a quanto è accaduto nei giorni scorsi e a quanto sta accadendo in questi giorni, la politica può scegliere sostanzialmente tra due opzioni: rinchiudersi in sterili e vani chiacchiericci oppure mostrare un chiaro e concreto segno di vicinanza.

L’iniziativa intrapresa dai sette consiglieri regionali del M5S, i quali rinunceranno alle eccedenze sugli stipendi maturate da inizio legislatura (eccedenze che saranno devolute al “Rampone”), va esattamente nella seconda direzione.

Certo, si tratta di una scelta che può dar luogo a molte discussioni. Evidentemente il tema della “propaganda” non è del tutto estraneo ad iniziative di questo tipo. Resta un fatto però: si tratta di un gesto di assoluta concretezza che mostra un segno tangibile di vicinanza al territorio.

Un gesto che chiama in causa una dimensione della politica che oggi sembra essere caduta nel dimenticatoio: il “rapporto” (lato sensu) tra politica e popolo.

Ed è questo, al di là della consistenza della somma, il merito che chi scrive riconosce a questa iniziativa. I consiglieri M5S hanno messo in campo, in maniera semplice e concreta allo stesso tempo, un elemento di vicinanza al territorio.

Ripeto, la scelta può essere (e sarà) oggetto di discussione da tutti i punti di vista. Ma, consentitemi, meglio discutere di questo che non di “spalatori” di opposti schieramenti.