SPECIALE 2000 : LE VITTIME DEL TERREMOTO A NAPOLI

23 novembre 1980, quando vedemmo morire un pezzo della nostra Irpinia

AVELLINO – Novanta secondi che distrussero l’Irpinia. Chi, come me, c’era quella sera del 23 novembre 1980 ricorderà non potrà, mai più, dimenticare quel minuto e mezzo che cambio per sempre la mia terra, le nostre vite.

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Ero tornato da poco dallo stadio Partenio. Tanto sole, temperatura  primaverile e il mio Avellino che aveva asfaltato l’Ascoli. C’era 90’ minuto in tv quando alle 19,34 la terra iniziò a tremare. Novanta interminabili secondi durante i quali un terremoto di magnitudo di 6.9, pari a circa il decimo grado della scala Mercalli, colpi l’entroterra della Campania con epicentro tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania.

687 comuni interessati, 2.914 morti, 8.848 feriti, 300mila senza tetto ma anche tanto sperpero di denaro pubblico, come mai si era visto da queste parti. Una delle più grandi tragedie del nostro Paese ma soprattutto di questa Irpinia che, dopo 35 anni, ancora piange i suoi morti senza aver mai trovato il coraggio  di condannare le logiche nepotistiche che di questa terra fecero scempio.

Andrea Festa

Informazioni su Andrea Festa

Avellinese di nascita, apolide nello spirito, scrive con passione. È il fondatore nonchè l'editore di questa testata giornalistica. Il mondo è un libro scrisse Sant'Agostino - chi non viaggia legge solo la prima pagina e Andrea, a quanto pare, lo ha preso alla lettera e non fa che viaggiare per una miscellanea sragionata di interessi. Laureato a Siena in Scienze Economiche e Bancarie, ha conseguito numerosi Master. Gli piacciono le elezioni e le campagne elettorali, la politica locale, l'Avellino, il Risiko ed un buon bicchiere di vino. Oltre a scrivere per La Nostra Voce, su cui ha anche un blog, dirige una Società editoriale specializzata, anche, in Comunicazione Istituzionale, Marketing Territoriale e Uffici stampa.

  • Michele Bortone

    Ventitré novembre 1980

    Quel tragico ventitrè novembre
    correndo e scherzando per le strade,
    una bella giornata di festa
    avvolta dentro un tiepido sole.

    Pensavo fra un mese è Natale
    e quanti ricordi di amici e miei cari lontani,
    vola il mio pensiero tra loro
    rincorrendosi con la luce, il mio cuore palpita e mi dice,
    questo giorno non finisce mai.

    Vai speranza corri anche tu tra loro
    non chiudere mai il tramonto,
    e non fermarti a guardare,
    fai che la notte non insegua più il giorno
    e fermi il vento che mi porta il pianto,
    e le grida di aiuto di quella povera gente.

    Un momento cruciale della sua esistenza ore 19,35 la terra tremò per ottanta secondi distruggendo tutto.
    Ho pianto tantissimo, ho chiesto alla speranza di andare tra quella gente per portare amore e una parola di conforto,
    e di non chiudere mai il tramonto, alla notte di non inseguire più il giorno e di fermare il vento che mi porta il pianto,
    e le grida di aiuto di quella povera gente.