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Cerreto Sannita, la minoranza consiliare: Gestione scellerata del comune

CERRETO SANNITA – Continua il dibattito politico a Cerreto Sannita.

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Dopo gli interventi del sindaco Pasquale Santagata e degli esponenti di Fratelli d’Italia, arriva anche una nota a firma della minoranza consiliare.

L’oggetto della discussione, evidentemente, è sempre la recente decisione della Corte dei Conti in merito al ricorso presentato dall’amministrazione comunale.

“Riteniamo nostro dovere – così si legge nella nota della minoranza consiliare – dare la versione reale dei fatti senza aggiungere valutazioni personali e senza alcun intento speculativo”.

Sull’accusa formulata dal sindaco nei confronti del gruppo consiliare di minoranza, reo a suo giudizio di aver “favorito” la decisione della Corte”, si legge: “Tutti gli alla Corte dei Conti, come per legge, sono stati trasmessi dall’Amministrazione Comunale e non certamente dalla minoranza, che si è limitata, in una sola occasione, a segnalare un macroscopico falso contabile che ha trovato pieno riscontro nelle analisi fatte dai giudici”.

Respinte anche le accuse sulla “paternità” dei debiti: “Non si trova riscontro in alcun atto ufficiale che alla data 31.12.2009 il Comune avesse un’esposizione debitoria di oltre tre milioni e mezzo di euro. I cittadini sanno benissimo che questa Amministrazione ha accumulato debiti di circa 1 milione di euro nei confronti delle ditte di smaltimento rifiuti, nonostante il regolare pagamento della TARSU”.

“La questione della non ricandidabilità degli attuali amministratori – si legge ancora – si porrà all’esito del nuovo procedimento che la Procura Regionale della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti dovrà istituire, come per legge a loro carico, oltre che nei confronti dei funzionari e revisori dei conti. A prescindere da ciò, fa davvero specie che l’amministrazione responsabile della fallimentare gestione, annunzia trionfalmente che tutti gli uscenti sono ricandidabili”.

Infine la minoranza si scaglia anche contro la decisione assunta dall’amministrazione di diffidare il Prefetto che ha invitato a convocare un consiglio comunale per deliberare lo stato di dissesto economico: “Una scelta incomprensibile. Un’azione che costerà alle casse dell’ente altri seimila euro. La questione è chiusa. Non vi è nessuna possibilità di produrre ulteriori ricorsi. Piuttosto, gli amministratori dovrebbero rivolgersi a loro stessi se, di fronte a questi risultati, continuano nella scellerata gestione del nostro comune”.