Castello Gesualdo

Gesualdo, 35 anni dopo riapre il Castello: tutto pronto per l’evento

di Francesco Aufiero 

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GESUALDO – C’è fermento a Gesualdo per la riapertura, dopo più di 35 anni, del Castello di Carlo Gesualdo.

Il Castello, che fu dimora del “Principe dei Musici” (dove compose i famosissimi madrigali), dopo il matrimonio con Maria d’Avalos (1586), fu trasformato in dimora signorile di stile rinascimentale: furono realizzati il cortile e la loggia della torre meridionale, nuovi appartamenti e cucine attrezzate ad ospitare una corte, stanze e gallerie con pitture manieriste, fiamminghe e il Salvatore del Caravaggio, la sala del Teatro, i giardini e le fontane.

Ciò che colpisce il visitatore è il maestoso ingresso designato da un portone e, subito dopo, ad altezza d’uomo, un mascherone raffigurante la testa di un leone, che nella bocca ospitava un cannoncino e nella parte alta della parete altre tre feritoie, anch’esse di difesa. Poi il Cortile con al centro una vera di pozzo e sullo sfondo una facciata, con la seguente iscrizione: Carolus Gesualdus ex GLORI Rogerii Nortmanni Apuliae et Calabriae Ducis genere Compsae comes Venusii princeps… erexit. Poi i tre archi rinascimentali e la Loggia, da dove è possibile lanciare lo sguardo sulla verde Irpinia.

L’apertura definitiva del maniero potrebbe essere un volano per l’economia locale, attraendo tanti visitatori settimanalmente non solo per la sua bellezza, ma anche per visitare il Centro Storico gesualdino, con i suoi palazzi “Pisapia e Mattioli“, i suoi vicoli, le sue piazze, le sue terrazze ed il suo teatro all’aperto. L’Amministrazione ha già indicato una sua possibile destinazione: una Scuola di Polifonia, puntando alla creazione ed al consolidamento di rapporti istituzionali con i Conservatori campani.

Sabato 19 dicembre alle ore 18,00 l’inaugurazione ufficiale. Per l’occasione grande spettacolo del gruppo “Archibugieri Trombonieri Senatore” di Cava de’ Tirreni. E’ una compagine, storico-folkloristica, formata da cento artisti, e le loro esibizioni consistono in un insieme di fuoco, colore e movimento. L’arma utilizzata è l’archibugio ad avancarica. Fedeli custodi della storia, del folklore, delle tradizioni del popolo metelliano, ovunque sono stati chiamati a testimoniare la storia della loro città, hanno colpito per la fierezza cavese che fanno trasparire. Dispone di costumi di varie epoche, propongono spettacolori effetti scenici, completati da momenti balistici con effetti roboanti.