Trivelle al lavoro

Gesualdo, Comitato No Trivellazioni: Un sì per far tacere i troppi no

di Francesco Aufiero

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GESUALDO – La consultazione referendaria rappresenta una straordinaria occasione per l’apertura di un dibattito serio e preciso sull’attuale situazione socio-economica che interessa l’Irpinia.

“I temi sollevati, infatti, vanno oltre le valutazioni sulle competenze regionali per il rilascio dei permessi di ricerca degli idrocarburi – afferma il Comitato No Trivellazioni – ma entrano, in maniera decisa, sul tema caldo delle politiche di gestione e di sviluppo del nostro territorio.

La fragile Irpinia, dove governa l’approssimazione e l’estemporaneità, si troverà a dibattere sul suo futuro, e verrà chiamata a scegliere tra una prospettiva di terra da sfruttare energeticamente rispetto ad una possibilità di sviluppo indirizzata verso la Green Economy.

Intenderemo il referendum non come una sorta di campagna elettorale così come molti stanno già facendo, ma come un banco di prova sull’operato di chi questa terra la governa e su cosa intenderà fare per la sua salvaguardia e il suo rilancio.

Chiederemo di dire sì per chiedere impegno per la realizzazione di un piano energetico regionale nel quale fissare rigidi paletti contro lo sfruttamento scriteriato del territorio. Piano Energetico che inspiegabilmente non viene proposto da anni.

Chiederemo di dire sì per sollecitare l’adozione di piani di gestione del territorio con i quali prefigurare tutele vaste e garanzie concrete per le aree interessate da attività antropiche di forte valenza economica. Norme esplicative del PTR Regionale che inspiegabilmente non sono mai state attuale a differenza di altre regioni italiane.

Un Referendum come pretesto, quindi! Un referendum come sfida ad un sistema fatto di vuoto e di caos organizzato!…in Irpinia, purtroppo siamo ridotti a questo!

Molti ci chiedono perché proliferano i comitati civici e sul perché si dica NO a tante cose! Bene, a dispetto di chi si affanna a cercare sempre pretesti politici per spiegare le motivazioni, noi rispondiamo dicendo che i comitati nascono laddove la politica fallisce e dove l’interesse di pochi viene, forzatamente imposto, come l’Interesse di Tutti.

Chiudiamo con un appello a chi tieni in mano le redini di questo territorio.

Vi chiediamo di stupirci, non con effetti speciali, ma semplicemente – concludono dal comitato – con poche e concrete azioni volte a dare dignità a questi territori che da troppi anni inseguono un miraggio chiamato normalità”.