Sturno Comune

Sturno Sogna 2015, venerdì ultimo appuntamento con la rassegna cinematografica

di Francesco Aufiero

STURNO – Ha preso il via lo scorso venerdì 13 novembre la sedicesima edizione della rassegna cinematografica “Sturno Sogna 2015”, proposta dall’Amministrazione Comunale di Sturno con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Come ogni anno, la manifestazione è stata anche l’occasione per le famiglie di trascorrere piacevoli momenti di aggregazione sociale. La direzione artistica è stata affidata a Loreta Di Chiara che ha selezionato film di generi assai diversi. Il primo film proposto è stato “Si accettano miracoli” di Alessandro Siani, una bella commedia italiana nella quale Siani punta l’obiettivo su un piccolo paesino in cui rifugiarsi dalla confusione della metropoli, un luogo in cui il tempo sembra fermo, in cui la modernità è bandita e quindi un’altra vita è possibile, più autentica e più sincera, regolata dai ritmi della parrocchia e dalla buona parola di un prete invece che dalle logiche del business e del consumismo.

Il venerdì successivo è stata la volta del film “Cenerentola” di Kennet Branagh, con il fascino inalterato della favola più bella. Poi, è venuto il turno di “American Sniper” di Clint Eastwood, mentre venerdì scorso è stato proiettato “Se Dio vuole” di Eduardo Falcone. Tema trattato: la fede che apre i cuori degli uomini. Venerdì 11 dicembre l’ultima proiezione. All’Auditorium comunale di via Michelangelo, alle 16,00, ci sarà prima la proiezione del film “Il bacio azzurro” del regista Pino Tordiglione con un tema molto caro all’Irpinia: la salvaguardia delle sorgenti irpine e la difesa dell’ambiente.

Finale alle ore 18,00 con “L’ultima fermata” di Giambattista Assanti. E’ una storia d’amore, le cui riprese sono avvenute tra Sant’Angelo dei Lombardi, Cairano, Morra De Sanctis, Calitri, Rocchetta Sant’Antonio e i Laghi di Monticchio. Sullo sfondo la dismissione della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio, inaugurata nell’ottobre del 1895, soppressa da ogni servizio nel 2010 e che fu testimone del fenomeno migratorio che nel dopoguerra spopolò l’Irpinia.