Piano protez civile presentazione

Ecco il Piano di protezione civile: cultura, comportamento e intercomunalità

LACEDONIA – “E’ come una partita di calcio, ognuno fa un lavoro diverso ma sinergico, e tutti hanno un unico obiettivo”.

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Leonardo Chiauzzi sintetizza così il Piano di protezione civile presentato stamane a Lacedonia, presso il Teatro Comunale. L’ingegnere, che ha redatto lo strumento in qualità di consulente tecnico-scientifico, affiancato dal comandante della Polizia Municipale di Lacedonia, il Capitano Michele Caponigro, che ha ricoperto il ruolo di Rup, ha parlato del Piano durante un incontro al quale hanno assistito i rumorosi studenti dell’IOS di Lacedonia e una folta delegazione della Protezione civile di Bisaccia.

A dare il senso dell’importanza della pianificazione è stato l’ingegner Nicola Di Benedetto, direttore della Scuola di Protezione Civile della Regione Campania. “Siamo in una zona terribilmente sismica – ha detto -, sapere come comportarsi in presenza di terremoto o anche di altre calamità naturali è semplicemente fondamentale”. Il sindaco di Lacedonia, Mario Rizzi, e il collega di Monteverde, Franco Ricciardi, hanno sottolineato la necessità della redazione del piano, che oltre ad impartire nozioni di base sui comportamenti da tenere in caso di calamità, vede come elemento centrale quello della intercomunalità: i comuni di Aquilonia, Bisaccia, Lacedonia e Monteverde si sono uniti in un Centro operativo misto (il cosiddetto Com) “che è l’ennesima riprova – afferma Chiauzzi – che quella della condivisione dei servizi è l’unica strada percorribile per i nostri piccoli paesi”.

In sostanza, lo strumento va a specificare finalmente chi sono gli attori che, in caso appunto di calamità naturale, devono intervenire, in che modo e con quali responsabilità. Si tratta di una novità di un certo rilievo, dal momento che Lacedonia e Monteverde non avevano neanche una bozza di piano, mentre Bisaccia e Aquilonia sì, ma non in coerenza con le nuove linee guida regionali.

Il Comandante Caponigro, che ha criticato la “gravissima assenza” dei responsabili degli uffici tecnici comunali coinvolti (era presente soltanto quello di Lacedonia), ha spiegato il cosiddetto metodo Augustus, che permette il coordinamento di tutti gli attori chiamati in causa, mentre Ines Giannini, dirigente della Prefettura di Avellino nel settore Protezione civile e Coordinamento del soccorso pubblico, si è complimentata per il lavoro svolto e ha suggerito un nuovo obiettivo: “Sarei contenta – ha affermato – se questa pianificazione potesse avere anche un riscontro pratico sul territorio. La mia proposta è quella di un’esercitazione con simulazione di scossa sismica, per far capire ai ragazzi praticamente quali sono i rischi che si corrono in casi di questo tipo di calamità naturale. Non va però dimenticato – ha aggiunto la Giannini – che la nostra provincia è in zona gialla per quel che riguarda una eventuale eruzione del Vesuvio, per cui anche in quel caso ci sarebbero conseguenze”.

Una ipotesi, quella dell’esercitazione, certamente affascinante e educativa, ma che lo stesso ingegnere Chiauzzi ha rimandato “a quando sul territorio saranno preenti strutture di volontariato locale”.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.