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Il museo della discordia: il Mavi, l’ultimo (?) cioccolatino di fine consiliatura

LACEDONIA – Martedì 19, alle 16:00, a Lacedonia si terrà una nuova seduta del consiglio comunale (la penultima, dal momento che entro il 30 aprile dovrà essere approvato il bilancio).

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I punti all’ordine del giorno, tuttavia, non comprendono la votazione della delibera consiliare per la concessione alla Pro Loco “Gino Chicone” di tutto lo stabile che ospita il Museo della Religiosità Popolare, dopo l’atto similare che lo scorso settembre ha affidato all’associazione l’ultimo piano dello stabile.

In via di realizzazione, infatti, c’è un progetto finalmente meritevole. Si tratta del Mavi, Museo Antropologico Visivo Irpino, che mette a sistema la sterminata mole di foto (ben 1801, nella foto in alto una di queste) che il professor Frank Cancian – Professore Emerito di Antropologia Culturale presso l’Università di Irvine, in California, e uno dei massimi esperti mondiali in materia, che proprio nel 1957 soggiornò per sette mesi a Lacedonia per studiarne le abitudini, le tradizioni e i costumi – ha donato alla Pro Loco e, attraverso essa, alla comunità lacedoniese. Una impressionante documentazione fotografica storica, una piccola parte della quale l’associazione ha messo in mostra nell’agosto del 2011 e del 2013, dando poi vita ad un fantastico libro edito da Delta 3.

Frank Cancian
Frank Cancian

Dell’ottobre di due anni fa è l’idea della creazione di un museo multimediale, con il supporto del Comune di Lacedonia, del Gal Cilsi e di associazioni quali LaPilart. Dopo un’immane mole di lavoro, soprattutto burocratico, il traguardo sembrava a un passo: oltre al museo (iper tecnologico), una biblioteca, un’aula didattica, un locale per ricreare ambientazione e sonorità degli anni Cinquanta. Insomma, pareva tutto fatto: delibera consiliare e firma del contratto di comodato d’uso. E invece, nell’ordine del giorno della concessione dei locali per la realizzazione del Mavi non c’è traccia. Perché?

Sembrerebbe una delle cose più normali del mondo, e invece no, come sempre c’è qualcosa che blocca, e spesso non è qualcosa di bello. Le nostre fonti (più di una e anche molto credibili) parlano di uno screzio piuttosto forte che sarebbe avvenuto tra il sindaco Rizzi (favorevole all’inserimento dell’odg) e il vicesindaco Caradonna (che sarebbe stato contrario non si sa bene perché). Alla fine, comunque, ad averla vinta sarebbe stato quest’ultimo, e il primo cittadino avrebbe ceduto, dicono le nostre fonti, “in nome di un’antica amicizia”. In consiglio, quindi, non si discuterà di questo tema, anche se è possibile effettuare un’integrazione all’odg fino a ventiquattr’ore prima della data fissata.

Rizzi con il vice Caradonna
Rizzi con il vice Caradonna

Proprio Caradonna, tuttavia, smentisce qualsiasi alterco con Rizzi: “Non ci siamo per nulla confrontati sull’argomento, né con lui né con i responsabili di questo progetto”, afferma. “Sono sorpreso e impreparato da questa informazione – prosegue il vicesindaco -, non ne so assolutamente nulla. Sono stato in Comune ma di questa richiesta non ho trovato traccia. Oltretutto, non ci sarebbe ragione per non evadere una richiesta così meritevole. Si può sempre aggiungere un punto alla discussione del consiglio – conclude -, ma l’ordine del giorno lo redige il sindaco”.

Delle due, l’una: o una lite c’è stata, e allora qualcuno dovrebbe capire (avrebbe dovuto) che politica e rapporto personale viaggiano su piani differenti, oppure ha ragione il vicesindaco, e allora sarebbe quantomeno bizzarro che il titolare della Cultura non venga messo al corrente da nessuno di un progetto tutto culturale. L’unica certezza è che si tratta davvero di una storiella simpatica: l’impegno e la costanza di un gruppo di cittadini calpestato da un palese pressappochismo che, lite più, lite meno, ha prodotto come unico risultato escluso l’argomento dal prossimo consiglio comunale.

PS: Sindaco Rizzi, siamo al ventiquattresimo giorno: non dimentichi che ha sempre una paginetta tutta per lei, dove noi non metteremo penna. Sappiamo che chi critica pecca di lesa maestà, ma i suoi cittadini sono degni di una rispostina sul Pdip?

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.