Una splendida veduta di Lacedonia

Di Conza e il rebus della quota rosa in giunta: martedì, intanto, il primo consiglio

LACEDONIA – La soluzione sembrava essere stata trovata: deleghe da assessori assegnate ad Antonello Pignatiello e Michele Ruberti, con il primo a ricoprire il ruolo di vicesindaco e il secondo titolare del Bilancio.

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Pare invece che il campo che porta alla definizione della giunta non sia stato ancora completamente sminato. Se, dopo lunghe discussioni (a tratti, come da noi anticipato e come confermato dal consigliere Damiano, anche piuttosto focose), il giovane sindaco Antonio Di Conza era arrivato a comporre il mosaico, è subentrato un nuovo problema, di ordine stavolta squisitamente legislativo.

Il nuovo primo cittadino, infatti, sta provando a dare una risposta certa e definitiva a un quesito che negli ultimi giorni si è fatto avanti con sempre maggiore decisione: nonostante un consiglio comunale tutto al maschile, va comunque garantita la quota rosa in giunta? Febbrili, negli ultimi giorni, i contatti con esperti e le riunioni interne, per cercare di risolvere una vicenda che potrebbe creare più di un grattacapo e a cui, in ogni caso, Di Conza sta dedicando la dovuta importanza. Oltre alla mancata elezione di donne in consiglio a seguito della tornata ammimistrativa del 5 giugno scorso, lo statuto comunale, approvato al crepuscolo della consiliatura guidata da Mario Rizzi, non contempla la possibilità di nominare un assessore esterno.

Antonio Di Conza, sindaco di Lacedonia
Antonio Di Conza, sindaco di Lacedonia

La legge di riferimento è la 215/12, che definisce proprio le pari opportunità all’interno della pubblica amministrazione e che a sua volta è figlia del Testo unico sugli enti locali del 2000. Quest’ultimo, all’articolo 46, stabilisce che “il sindaco nomina i componenti della giunta nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi”. La legge 215/12, che va a modificare alcuni aspetti del Tuel, dispone, tra le altre cose, alcuni interventi sulle modalità d’accesso alle cariche elettive e agli organi esecutivi. Per quanto riguarda i comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti, “sussiste il solo obbligo generico di assicurare la presenza di entrambi i sessi nelle liste”. Spetta poi allo statuto dell’ente dover indicare le misure idonee a conseguire lo scopo indicato dalla legge.

E lo statuto del Comune di Lacedonia non prevede, come detto, la possibilità di nominare un assessore esterno. La situazione è dunque piuttosto ingarbugliata, dal momento che sempre il Tuel prevede che siano proprio gli statuti comunali a “stabilire le  norme per assicurare le condizioni di pari opportunità tra uomo e donna e per promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali non elettivi”. La 215/13 sostituisce il termine “promuovere” con il termine “garantire”. Ciò può voler dire due cose: che bisognerà procedere a una riforma dello statuto oppure che a quest’ultimo bisognerà scrupolosamente attenersi, evitando quindi la nomina di un’assessore donna e non garantendo la presenza di ambo i generi in giunta.

Intanto, il consiglio comunale durante il quale il neo-sindaco e la giunta presteranno giuramento è stato convocato per martedì 21 giugno. Tra tante incertezze, insomma, una cosa è certa: a quella data scopriremo se sarà una giunta rosa per metà.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.