Una suggestiva veduta dell'Albergo Diffuso

Turismo in Alta Irpinia, Della Gatta: Bene l’idea, ma ad alcune condizioni

RED. – La nascita del Distretto Turistico Alta Irpinia (leggi qui), ieri, nell’ambito del Progetto Pilota, sembra trovare riscontri positivi tra gli operatori turistici.

La creazione di una zona franca, la diminuzione dell’impatto fiscale in tutto il territorio di tutti i venticinque comuni dell’area pilota, rappresentano un deciso passo avanti, a condizione che venga rispettata qualche postilla. E’ l’opinione  di Agostino Della Gatta, amministratore unico di Irpinia Turismo e direttore dell’albergo diffuso nel Borgo di Castelvetere sul Calore (in foto, un successivo scorcio notturno).

Di seguito, il contributo di Della Gatta proprio rispetto alla decisione assunta ieri negli uffici della Regione Campania.

Dalla lettura dell’articolo, non avendo altre informazioni disponibili, di sicuro il primo impatto è positivo, ed effettivamente se arriverà il nullaosta a procedere potrebbe davvero significare l’“inizio” di un percorso nuovo.

Interessante l’idea e la potenzialità dell’area a “burocrazia zero”, a condizione che questo elemento di forza non diventi un danno al territorio, se non ben disciplinato e circoscritto alle sole realtà locali; se diventasse un’area “libera” subiremmo senz’altro ancora invasioni esterne (come successo più volte nel passato…anche recente) a discapito di chi sul territorio investe e vuole investire, creando finalmente occupazione reale e reddito per gli “indigeni”. Di certo non per chiudersi, tutt’altro, ma per far sì, per la prima volta, che risorse ed economie siano appannaggio di chi in questa terra vive, lavora, investe, ci crede, e può realmente creare le condizioni di crescita e sviluppo, appunto incentivando il sistema turistico della zona, creando ottimali condizioni di valorizzazione, promozione e fruizione.

Agostino Della Gatta
Agostino Della Gatta

Un sostegno alla filiera turistica è necessario, ma un sostegno che veda protagonisti le imprese turistiche in prima linea (in senso ampio con ricettività, ristorazione, agricoltura, servizi, artigianato e quant’altro nell’area esiste e deve nascere), proprio per garantire una reale “competitività del sistema economico, sociale e produttivo di tutto il comprensorio”. Non bisogna far confusione tra chi “produce e dà lavoro” e chi sfrutta dette condizioni senza generare nuove economie in loco, evitando le tante speculazioni che fino ad oggi hanno sfruttato il territorio e le risorse ad esso destinato, ma non avendo nulla a che fare e nulla lasciando allo stesso.

Attenzione però: per creare attrattività non servono solo nuove imprese e nuovi servizi, o valorizzazione dell’esistente, serve anche un cambio di rotta nelle modalità di gestione del territorio, delle politiche locali, della valorizzazione e dell’utilizzo delle risorse…di comprensorio, e non di campanile e/o di poltrona.

Per concludere, concordando sull’importanza del settore turistico così come a suo tempo sottolineato da Barca (e ricordando che non c’è stato alcun seguito a delle iniziative che lo stesso Barca aveva suggerito e stimolato), sottolineo l’importanza della condivisione “vera” con quanti, e non sono pochi, in Irpinia lavorano nel e per il turismo, senza tralasciare l’importanza nel dare valore al brand IRPINIA nel mondo. Se oggi vogliamo parlare di Turismo, dobbiamo necessariamente parlare di turismo internazionale, e quindi di servizi, di formazione, di conoscenza delle lingue, ma soprattutto di un brand territoriale che rimandi ad un territorio vasto, riconoscibile e vendibile, e non ai singoli campanili o piccoli raggruppamenti di nessun valore. Non fasciamoci la testa sulla necessità di grandi strutture e/o infrastrutture, pensiamo a mettere ordine in quello che già esiste, e non è poco.