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Vicenza, inaugurata ‘Piazza Pontelandolfo’ in memoria dell’eccidio del 1861

VICENZA – Fu uno degli episodi più truci e controversi della storia post – unitaria italiana.

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Il massacro di Pontelandolfo e Casalduni fu una strage di rappresaglia compiuta dal Regio Esercito italiano ai danni della popolazione civile dei due comuni in data 14 agosto 1861.

La decisione di eseguire la rappresaglia fu presa in seguito al precedente massacro di 45 militari dell’esercito unitario (un ufficiale, quaranta bersaglieri e quattro carabinieri), catturati alcuni giorni prima da alcuni “briganti” e contadini del posto. I due piccoli centri vennero quasi rasi al suolo, lasciando circa 3.000 persone senza dimora[2]. Il numero di vittime è tuttora incerto, ma indicato dalla maggior parte della letteratura come compreso fra il centinaio e il migliaio.

Questa mattina nel complesso di Borgo Berga, a Vicenza, è stata inaugurata “Piazza Pontelandolfo”, Città Martire nel 1861. Presenti alla cerimonia il sindaco di Vicenza, Achille Variati; il sindaco di Pontelandolfo, Gianfranco Rinaldi; il vicesindaco di Pontelandolfo, Donato Francesco Addona, ed i rappresentanti dell’associazione culturale Pontelandolfo Città Martire, Carmine Fusco e Renato Rinaldi.

L’inaugurazione di questa piazza ha lo scopo di segnare  la definitiva riconciliazione tra i comuni di Pontelandolfo e Vicenza. A capo della “spedizione punitiva” nei confronti di Pontelandolfo e Casalduni ci fu, infatti, il colonnello di Vicenza Pier Eleonoro Negri.