Trattori spalaneve

L’Europa, le emergenze e la soluzione a tutti i mali: le opere pubbliche

Scusateci, ma l’abitudine proprio non riusciamo a farcela. Non ce la facciamo.

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Non riusciamo a fare l’abitudine all’idea che un’istituzione nata con l’obiettivo preciso di aiutare le comunità a vivere meglio finisca per penalizzarle. Non riusciamo ad abituarci all’idea che un’istituzione nata con l’obiettivo di risolvere problemi finisca a volte per crearne.

Certo, oggi siamo in ben altre faccende affaccendati, e di Europa sentiamo parlare solo perché l’altroieri il Parlamento ha eletto il nuovo presidente (che è l’italiano Antonio Tajani: auguri!). In realtà, spesso nella nostra vita quotidiana l’Europa c’entra eccome. L’ultimo fulgido esempio è la “graduatoria degli oltre duecento comuni destinatari di risorse per la progettazione di altrettante opere finanziate con fondi europei”. Si tratta di fondi anticipati grazie al fondo di rotazione istituito dalla Regione per i Comuni. Tradotto, vuol dire: nuove strade, nuove piazze, nuove fontane. Punto e a capo.

Un provvedimento licenziato dagli uffici regionali nei giorni in cui l’Alta Irpinia era immersa nell’emergenza causata dalle abbondanti e continue precipitazioni nevose, e ci fermiamo all’Alta Irpinia perché se allarghiamo il raggio all’Italia Centrale c’è solo da puntare all’allunaggio. E qui, può essere importante fornire qualche numero relativo ai singoli comuni. Ne portiamo ad esempio tre di essi. Bisaccia: 101 chilometri quadrati di estensione territoriale e 250 chilometri di rete viaria, 2 mezzi comunali antineve (oltre al lavoro delle ditte esterne). Lacedonia: 81 chilometri quadrati di estensione territoriale, due mezzi comunali antineve di cui uno non funzionante (oltre al lavoro delle ditte esterne). Vallata: oltre 47 chilometri quadrati di estensione territoriale (70 di strade), nessun mezzo comunale antineve (attività completamente appaltata a una ditta esterna, che pare aver coperto bene l’emergenza).

Insomma, la coltre bianca va via, ed era quasi ora. Al suo posto resta un dubbio, una domanda, che poi sono lo stesso dubbio e la stessa domanda che tornano in altri periodi dell’anno e per altre analoghe ragioni: davvero i comuni hanno ancora bisogno di piazze, piazzette, fontane, muretti, quando le strade verso le contrade (soprattutto) diventano molto facilmente impraticabili e i mezzi per liberarle dalla neve si contano sulle dita di una mano monca?

Cartello cantiere Ue 2

Davvero dobbiamo ancora produrci in baldanzose esultanze per l’accesso al finanziamento di un’opera pubblica o cadere in inconsolabili depressioni per la bocciatura di una candidatura?

Davvero dobbiamo rassegnarci al fatto che i fondi per le opere pubbliche – in certi casi magari senz’altro necessarie – siano così corposi mentre nei paesi innevati gli spazzaneve sono talmente pochi che siamo costretti a vedere mezzi privati operare da soli e con difficoltà estreme per aprirsi un varco verso il resto del mondo e verso la sopravvivenza?

Davvero dobbiamo rassegnarci a questa pioggia di soldini – per non dire “questi soldini a pioggia” – che spesso e volentieri, quando va bene, si traducono in opere e operette pubbliche di vomitevole gusto e di più che dubbia efficienza (la nuova, scivolosissima pavimentazione di piazza Francesco De Sanctis, a Lacedonia, è un vero e proprio attentato alla incolumità pubblica)? Scusateci, ma l’abitudine proprio non riusciamo a farcela.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.