SPS di Bisaccia

Sanità a Bisaccia, il Pd replica: Apprezziamo risposta della Morgante, ma ora basta con i ritardi

BISACCIA – E’ sempre la questione sanità a tenere banco a Bisaccia. Dopo la denuncia dei circoli Pd dell’Alta Irpinia e della Baronia (leggi qui) e la replica del dg della Asl Avellino, Maria Morgante (leggi qui), arriva la controreplica dem.

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E’ affidata a un comunicato diramato nella tarda mattinata di oggi, che contiene una risposta anche al sindaco Marcello Arminio, che nei giorni scorsi (leggi qui) aveva incontrato proprio la Morgante. Ecco la nota, che riportiamo integralmente.

“Abbiamo preso atto e apprezzato la celere risposta del direttore generale dell’Asl Avellino, Maria Morgante, rispetto alle nostre osservazioni in merito alla sanità in Alta Irpinia ed in particolare alla SPS di Bisaccia. Comprendiamo anche la puntualizzazione sui tempi della sua gestione ma registriamo anche nello stesso tempo, una certa preoccupazione del personale e ritardi con cui vengono realizzati i servizi, previsti già da anni, alla SPS di Bisaccia a cui non si può rimanere indifferenti.

La gestione del precedente direttore generale Sergio Florio è stata quella che è costata moltissimo in termini di tagli per il “Di Guglielmo” di Bisaccia, tanto da arrivare alla chiusura, decretata da una Regione Campania a gestione centrodestra. Vogliamo ricordare soltanto i portoni chiusi in faccia alle tante istituzioni, alla Chiesa e a migliaia di cittadini irpini quel 12 ottobre 2010. Una manifestazione fatta a Napoli per chiedere un ripensamento sulla decisione della giunta regionale di chiudere Bisaccia. Non ci fu nessun passo indietro. Napoli decise e Florio eseguì senza nessun freno da parte del governo regionale. Ma questa è storia politica, delle peggiori.

Maria Morgante, dg della Asl Avellino
Maria Morgante, dg della Asl Avellino

Oggi, noi siamo pronti, come abbiamo sempre fatto, a tenere alta l’attenzione. Il dossier non lo consideri un atto di accusa, del resto, molte delle responsabilità sulle attuali condizioni non le appartengono, ma oggi lei gestisce l’Asl Avellino e a lei dobbiamo imputare meriti e fallimenti di quanto fatto e farà. Il dossier cercherà di tracciare lo stato di fatto su cui è necessario ragionare insieme e non in contrapposizione. La politica per noi è confronto sulle necessità delle comunità e non sterile elenco delle cose che non vanno. Saremo sempre pronti anche a suggerire eventuali soluzioni. Inoltre, precisiamo che non siamo tra quelli che hanno recitato il “de profundis” prima ancora di vedere i risultati. Siamo quelli che hanno difeso il diritto alla salute in Irpinia ed in particolare in Alta Irpinia da chi il “de profundis” lo aveva scritto nero su bianco nelle delibere regionali e in quelle della direzione generale, le quali alla storia vengono, per fortuna, consegnate con nome e cognome e con tanto di ignavia di chi è rimasto muto rispetto a quello che si consumava sulle spalle di dipendenti e cittadini altirpini.

Inoltre, abbiamo letto di un suo passaggio che Bisaccia possa essere Ospedale di Comunità. Chiariamo anche questo fatto, altrimenti si innescano confusione e false aspettative. Bisognerebbe spiegare ai cittadini che cos’è l’Ospedale di Comunità. Lo facciamo noi: ‘L’OdC costituisce un presidio di degenza residenziale delle cure primarie con un numero limitato di posti letto (15-20 PL), gestito da personale infermieristico, in cui l’assistenza medica è assicurata dai Medici di Medicina Generale e dai Pediatri di Libera Scelta che gestiscono l’intero percorso sanitario del paziente assumendosene la responsabilità clinica, mentre la responsabilità igienico-organizzativa e gestionale fa capo al Direttore di Distretto che garantisce anche le necessarie consulenze specialistiche. L’Azienda individua un MMG che assume la funzione di coordinare l’OdC rappresentando l’interfaccia professionale tra la gestione clinica e la direzione distrettuale. L’OdC possiede caratteristiche intermedie tra il ricovero ospedaliero, le risposte assistenziali residenziali (RSA) e quelle domiciliari (ADI) con le quali non si pone in una condizione di alternativa o di duplicazione, bensì in stretto rapporto di collaborazione funzionale quale ulteriore nodo della rete di assistenza territoriale’.

L'elisuperficie di Bisaccia piena di neve
L’elisuperficie di Bisaccia piena di neve

Così come deciso dal decreto n. 99 del 22.09.2016 – Piano regionale di Programmazione della Rete per l’Assistenza Territoriale 2016 – 2018. Non serve nessun commento, perché non parliamo di una riapertura dell’ex ospedale. Ancora. Lei ha fatto un passaggio sul Progetto Pilota. Ci asteniamo dal commentare visto che è uno strumento su cui si sta ancora lavorando e per il quale non è stato approvato neppure il documento strategico in sede regionale. Sa bene che per l’ospedale Comunità e il Progetto Pilota i tempi possono allungarsi di parecchio ma il diritto alla salute in questa terra non può più sopportare ritardi.

Infine, replichiamo sinteticamente anche al sindaco di Bisaccia, Marcello Arminio, che ha accusato i circoli di scrivere e chiedere di cose che altri poi vanno a discutere nelle sedi opportune. Arminio commette un errore grave dicendo ciò, perché quando si ricopre il ruolo di sindaco è normale farsi carico delle emergenze territoriali, in questo caso della sanità, specie quando si viene sollecitati da dipendenti e cittadini. Il nostro interessamento, però, va oltre le responsabilità istituzionali. Il nostro è un costante impegno politico, proprio per questo daremo conto di quanto viene fatto o meno. Noi abbiamo ottenuto un impegno scritto del Direttore Generale e non certo Arminio abituato più alla dittatura delle parole che alla democrazia del confronto, e ricordando che le questioni territoriali non sono certo una sua esclusiva”.