La Sps di Bisaccia tra nebbia e neve

Bisaccia e lo spreco del “Di Guglielmo”. Arminio: Potrebbe risolvere un po’ di problemi, invece…

BISACCIA – Da ospedale a Sps, in attesa che la Rsa (già terminata da tempo) entri in funzione e che i mezzi e gli strumenti promessi arrivino a garantire miglioramenti nell’offerta sanitaria (leggi qui la denuncia dei circoli Pd di Alta Irpinia e Baronia).

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La riconversione del “Di Guglielmo” di Bisaccia, in ossequio a un piano sanitario improntato al risparmio e a null’altro, ha causato rabbia nei cittadini altirpini. Sin dal primo momento. Tutte le prestazioni sanitarie sono state concentrate sull’ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi, a circa trenta chilometri. Una strada per la maggior parte malandata quando non dissestata. Impossibile da percorrere in periodi come questo, quando neve, nebbia e vento ti suggeriscono che forse è preferibile che resti sano come un pesce.

La gestione Florio ha regalato due elisuperfici, una per ogni struttura. Avrebbero dovuto bypassare questo problema garantendo, appunto, la comunicazione tra i due nosocomi. Ma subito fu sollevato il problema atmosferico, che difatti in questi giorni si è presentato in tutta la sua gravità mettendo fuori uso entrambe le piattaforme (seppellite e sparite sotto un manto di coltre bianca: nella foto in alto, la struttura di Bisaccia). Ospedali depotenziati e fondi sostanzialmente spesi male, si può dire. Quando in realtà, strutturati per bene, potrebbero entrambi garantire assistenza alla popolazione.

L'elisuperficie di Bisaccia piena di neve
L’elisuperficie di Bisaccia piena di neve

“Se ben organizzato, l’ospedale di Bisaccia – spiega il sindaco Marcello Arminio – sarebbe in grado di garantire le previsioni, le attese e le richieste del territorio in ambito sanitario. Al contrario, la struttura non viene sfruttata e anzi viene lasciata alla deriva”. La proposta di Arminio è quella di fare di Bisacciauna sorta di “ammortizzatore, che non accolga i casi più gravi ma che garantisca assistenza per quei casi che presentano codici bianchi o gialli. Ciò può essere a maggior ragione vero se si guarda alla situazione di Ariano Irpino, di Sant’Angelo dei Lombardi o anche di Avellino, per non citare il caso di Nola, che comunque è a cento chilometri da noi. L’obiettivo sarebbe quello di alleggerire l’intasamento in questi nosocomi”.

Invece le scelte passate hanno privilegiato la realizzazione di strutture immaginifiche. Elicotteri dove non ci sono neanche le strade.