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Cerreto Sannita, la ceramica cerretese incontra la tradizione siciliana

CERRETO SANNITA – Il Presidente dell’Ass. Cerreto Illuminata – Ideatore del Progetto “Contaminarsi”, Vincenzo Franco, ci ha inviato un resoconto dell’incontro avvenuto qualche giorno fa con i ceramisti siciliani di Santo Stefano di Camastra.

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“Domenica 8 Gennaio – scrive Vincenzo Franco – ho ricevuto la visita degli amici artigiani siciliani Nicola Mirenda e Filippo dell’Associazione Amici della Ceramica di Santo Stefano di Camastra (ME), nonchè coadiuvatori e gestori del MUDIS – Museo Diffuso Stefanese.
Ho stretto rapporti di collaborazione tra la loro associazione e Cerreto Illuminata / Progetto Contaminarsi e presto firmeremo un protocollo di intesa.

Ci hanno onorato del loro interesse e di un proficuo scambio di idee e hanno donato sia al MARC che a me due bellissime opere della loro tradizione: la “pupa cu l’ali”, anche detta “Matrangela”, e il materiale informativo della loro bella cittadina siciliana e del loro museo.

Occorre che io ringrazi, innanzitutto, il Maresciallo della polizia Municipale Angelo Antonio Simone per aver aperto il Museo Civico della Ceramica Cerretese, nonostante fosse chiuso a causa del maltempo. Devo ringraziare anche l’ass. alla Cultura Vincenzo Di Lauro per averci raggiunto e aver donato il Catalogo della Collezione Mazzacane.

La Matrangela, che significa letteralmente “la madre degli angeli”, è una statuina alata con funzione di lumiera o porta candele. Essa è un simbolo ancestrale femminile che si ricollega al culto della Grande Madre, sopravvissuto in Sicilia, a Santo Stefano di Camastra, nella produzione ceramica, fino ai giorni nostri.

La statuetta di forma antropomorfa, anticamente denominata “pupa cu l’ali” (bambola con le ali), viene in seguito ribattezzata Matrangela.
Questo oggetto ricco di elementi decorativi, risalente circa alla fine dell’ottocento/inizi del novecento, è quasi sempre smaltato a tinte unite, soprattutto in bianco candido. Al giorno d’oggi, le ricche decorazioni e le fantasiose applicazioni rendono la Matrangela uno degli oggetti più tipici dell’artigianato di Santo Stefano Di Camastra.

Nell’Ottocento, si era soliti regalare la Matrangela alle donne come augurio di fecondità e abbondanza. Stesso significato simbolico di fertilità e maternità è quello delle Matres Matutae, conservate al Museo Provinciale Campano di Capua, reperti di un culto locale di cui si hanno testimonianze dal VI al I secolo a.C..

L’oggetto riprodotto dagli artigiani stefanesi in segno di augurio, serenità e prosperità, è stato citato da due scrittori: Vincenzo Consolo, in “Nottetempo casa per casa”, e Tea Ranno, in “Viola Foscari”.

Una curiosità: Santo Stefano di Camastra condivide con Cerreto un destino molto simile. Infatti, la cittadina fu distrutta da un fenomeno franoso, dovuto all’alluvione del 1682, per cui fu completamente rifondata e ricostruita. Ad oggi, la città conta più o meno gli stessi abitanti di Cerreto.

Questo gemellaggio tra associazioni – conclude Franco – avviene subito dopo quello tra il Comune di Cerreto Sannita e la città spagnola di Cuenca. Questi due eventi, a mio parere, sono un chiaro segno che lo spirito di collaborazione e la capacità di stringere rapporti sinergici si stia finalmente radicando nella nostra città, facendo onore alla sua antica tradizione ceramica.
L’augurio è quello di tornare ad essere la “capitale” delle ceramiche campane, come già avvenuto nel 1700″.