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I grandi terremoti nella storia del Sannio

RED. – Negli ultimi giorni, in seguito a quanto sta avvenendo nell’Italia centrale, è tornato prepotentemente alla ribalta il tema della sismicità della Penisola.

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Il nostro Paese è, per larghissima parte, altamente sismico. Il Sannio, in particolare, rientra nella cosiddetta FASCIA 1, quella – cioè – a maggior rischio sismico.

La storia del Sannio è stata profondamente segnata da grandi eventi sismici. Ecco una raccolta degli eventi tellurici più importanti che hanno colpito la terra sannita:

09 – 04 – 1293: Epicentro nel Sannio-Matese, a Cerreto Sannita (BN). Diverse vittime a Bojano, Isernia e Belmonte. Di VIII-IX grado scala Mercalli. A Napoli venne gravemente danneggiata la Chiesa di Santa Maria Donnaregina. In alcune cartografie l’epicentro viene individuato nella Vallata di Cusano Mutri (BN).Epicentro nel Sannio-Matese, a Cerreto Sannita (BN). Diverse vittime a Bojano, Isernia e Belmonte. Di VIIIIX grado scala Mercalli. A Napoli venne gravemente danneggiata la Chiesa di Santa Maria Donnaregina. In alcune cartografie l’epicentro viene individuato nella Vallata di Cusano Mutri (BN).

09 – 09 – 1349: Epicentro Cerreto Sannita – Venafro. Migliaia le vittime, molte città furono a lungo disabitate. Studi recenti, con archeosismologia legata ad un acquedotto dell’epoca di Augusto, indicano come responsabile del sisma molisano la faglia detta delle Aquae Iuliae.

12 – 05 -1456: Epicentro Bojano – Paduli: Questo terremoto è considerato l’evento più disastroso verificatosi in Italia in epoca storica, è l’unico grande evento con cinque aree epicentrali distribuite lungo l’asse della catena, dall’Abruzzo all’Irpinia.

05 – 06 – 1688: Epicentro Cerreto Sannita: La prima ci fu alle ore 16 e non provocò ma mise in allarme la popolazione. Dopo mezzora, alle 16:30, la scossa fu violentissima. Zona epicentrale localizzata tra Cerreto Sannita e Civitella Licinio (BN), poco più a NordOvest del terremoto del 1456, I-XI MCS. I massimi effetti sono localizzati in un’area pedemontana di circa 30 Km di raggio a sud-est dei Monti del Matese. Complessivamente 117 paesi, su un’area di 50.000 Kmq, subirono estese e gravissime distruzioni, più di tutti Cerreto Sannita, Civitella Licinio e Guardia Sanframondi. Cerreto Sannita fu completamente rasa al suolo, rimasero in piedi solo tre case gravemente danneggiate. Si contarono circa 2.000-3.000 morti in paese su una popolazione di 4.000 abitanti, che arrivavano a 4.000 mila considerando gli 8.000 dell’intero circondario. Civitilla Licinio fu completamente rasa al suolo, si salvarono solo quelli che si trovavano nei campi. Stessa sorte per Guardia Sanframondi dove perirono circa 1.100 abitanti. Secondo i periti pontifici (Benevento apparteneva allo stato della Chiesa) l’enormità dei danni erano dovuti alla scarsa qualità degli edifici urbani, le case erano addirittura con ciottoli di fiume e malte sabbiose. In altre 14 località poste alle pendici del Matese pressoché tutte le case, con un elevato numero di morti. Le località più colpite furono Alife, Ailano, Alvignano, Ciorlano, Fontegreca, Piedimonte Matese, Castello del Matese, San Gregorio Matese e San Potito Sannitico.  Il terremoto in totale causò circa 30.000 vittime.

07 – 06 – 1805: Epicentro Bojano: Epicentro a nord di Bojano. Evento distruttivo su larga area geografica. Avvertito da Spoleto a Cosenza e pure a Roma, segnalato in oltre 200 siti. Colpiti in particolare il Molise ed il Matese.

21 – 08 – 1962: Epicentro Apice: Epicentro nei pressi di Apice. Ariano e Melito i paesi più colpiti. Sisma popolarmente definito “signore” perché danneggiò gli edifici ma provocò pochi morti (una quindicina). Fu ben avvertito ad Avellino e Napoli. Ci fu il crollo di un ponte sulla ferrovia AvellinoFoggia. 10mila senzatetto. Un ampio settore dell’Appennino campano, comprendente il Sannio e l’Irpinia, fu colpito da due violente scosse di terremoto, separate da un intervallo di circa dieci minuti. Le scosse causarono un grave disastro e misero in ginocchio decine di comuni nelle province di Benevento ed Avellino. Una ventina furono i morti accertati ed oltre 16.000 i senzatetto. La magnitudo fu stimata in 6.1.

29 – 12 – 2013: Epicentro Piedimonte Matese con magnitudo 5.0: Scossa sismica registrata alle 18.08, seguita dopo pochi minuti da altra di magnitudo 3.7. A una profondità di 10 km, con un’area interessata ricadente nel Matese: epicentro Nella località Masseria Torelle di San Gregorio Matese, intorno ai comuni di Castello del Matese, San Potito Sannitico e Piedimonte Matese in provincia di Caserta e Cusano Mutri in provincia di Benevento.

La scossa è avvertita anche a Napoli, in tutta la Campania e in Molise in maniera forte. Pochi minuti prima era stata registrata una scossa con magnitudo 2.7 sempre nell’area del Matese. Un vero e proprio sciame sismico segue nei giorni successivi, con una nuova scossa il 20 gennaio 2014 di magnitudo 4.2, con epicentro a Cusano Mutri.