Agostino Della Gatta funerali

Un ultimo abbraccio, e l’Irpinia saluta Agostino

NUSCO – Non c’era solo Nusco, e non poteva essere diversamente.

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L’ultimo saluto ad Agostino Della Gatta è stato sì affollatissimo, ma è stato com’era lui: asciutto, senza fronzoli né inutili concessioni alla retorica pomposa. E’ stato vero.

Inconsolabile ovviamente la famiglia, affranta nel dolore di una perdita improvvisa e grande. Emozione tra la gente comune, che ha partecipato numerosa alla funzione nella Cattedrale di Nusco. “Il Padre mi vuole bene se mi castiga?”, ha chiesto durante la predica il parroco. “Sì – è stata la risposta-, mi vuole bene sempre, anche se ora, in questo momento, io non riesco a trovare una giustificazione a tutto questo. Un senso lo possiamo trovare nel Mistero della morte e risurrezione di Gesù: il Padre ha perso suo figlio a 33 anni, ma ha donato una speranza al mondo intero. Quella speranza oggi è certezza: c’è la resurrezione, c’è la vita eterna. La morte non è la fine, è l’inizio”.

Una bella immagine di Agostino
Una bella immagine di Agostino

Con la sua “Irpinia Turismo”, Agostino aveva tessuto rapporti con i comuni e con gli enti sovracomunali: e questi non hanno fatto mancare la propria presenza, a partire da Walter Vigilante, vicesindaco del suo comune, Nusco, e dal presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio. Poi Stefano Farina (Teora), Luigi D’Angelis (Cairano), Beniamino Palmieri (Montemarano), Salvatore Vecchia (Cassano Irpino), Giuseppe Fiorillo (Rocca San Felice). Non poteva mancare Giovanni Romano, primo cittadino di quella Catelvetere sul Calore nel cui centro storico Agostino aveva creato il meraviglioso Borgo.

Presente Pietro Mitrione, dell’associazione In_loco_motivi, che con Agostino aveva battagliato a lungo per la riapertura della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta. Presenti tanti esponenti del mondo dell’associazionismo, dalle Pro loco a Info Irpinia con Francesco Celli, e del mondo della cultura, come il regista Giambattista Assanti e Dario Bavaro.

In tanti, tantissimi per tributare un ultimo, commosso saluto a una persona, molto semplicemente, dal cuore grande. Ciao Agostino, che la terra ti sia lieve.