Pro Loco Aquilonia

Aquilonia, il caso Pro Loco: tra “apparati bolscevichi”, statuti “top secret” e iscrizioni respinte

AQUILONIA – Scoppia il caso Pro Loco ad Aquilonia.

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La classica goccia che ha fatto traboccare sarebbe stata la decisione presa dal direttivo, e comunicata dal presidente Giovanni Tartaglia, di respingere la richiesta di iscrizione all’associazione, avanzata da tre cittadine aquiloniesi. A questo si aggiungerebbe la mancata consegna dello statuto al sindaco, che ne aveva fatto richiesta.

I fatti risalgono a fine gennaio, quando le tre donne, “spinte dal desiderio di impegnarsi nel sociale, come facciamo aiutando altre associazioni alle quali però non siamo iscritte”, avevano compilato il modulo e versato la relativa quota di iscrizione, una somma quasi simbolica di dieci euro. “Dopo una nostra telefonata di alcuni giorni fa per avvertirlo di altre iscrizioni imminenti – ci dicono le tre protagoniste della vicenda –, all’improvviso il termine ultimo è passato da fine febbraio a metà febbraio. Abbiamo perciò richiesto di visionare lo statuto, cosa che ci è stata negata: la nostra, ci è stato riferito, era una preiscrizione che il direttivo avrebbe dovuto valutare. Ma in base a quali parametri? Da quando l’iscrizione a un’associazione come una Pro Loco deve essere valutata?”.

Tartaglia, dunque, avrebbe in ogni caso reagito comunicando loro la deliberazione: restituzione della quota e niente iscrizione. Una decisione che le tre non hanno digerito, scrivendogli una lettera in cui gli chiedono le reali motivazioni alla base. “Dopo un’analisi delle domande di tesseramento, non sarebbe dunque stato superato il ‘test d’ingresso’”, si legge sul blog Aquilonia-carbonara.it, vicino ad ambienti della maggioranza, che denuncia i fatti, aggiungendo come il sindaco Giancarlo De Vito abbia in passato chiesto, “per le vie brevi e in forma ufficiale, al presidente Tartaglia, copia dello statuto e del programma delle attività previste nel 2017, senza ottenere riscontro”.

Il Comune di Aquilonia
Il Comune di Aquilonia

Una circostanza che viene ritenuta piuttosto grave alla luce del fatto che la Pro Loco di Aquilonia (foto in alto, fonte: Google Maps) è ospitata in un locale che fa parte della struttura della Casa Comunale: “I costi di luce, gas, internet e quant’altro sono stati e sono tuttora a carico del Comune, quindi di tutti i cittadini”, si legge ancora sul blog. Che poi attacca: “Tartaglia crede di essere a capo di un apparato bolscevico. Quello che ha fatto è inaccettabile e va censurato. Gli chiediamo, quindi, di spiegare pubblicamente perché ha rifiutato di tesserare alla Pro Loco persone che ne avevano fatto richiesta; di far sapere se ci sono limitazioni, anche temporali, all’iscrizione; di rendere pubblico il calendario delle manifestazioni dell’anno in corso; di spiegare come mai le Pro Loco degli altri comuni beneficiano di contributi regionali e la nostra no; di dirci che fine ha fatto la proposta unanime di intitolare la Pro Loco a Dante Castucci, amico di tutti, che mai si sarebbe sognato di chiudere la porta in faccia a coloro che chiedevano di impegnarsi in maniera disinteressata nel sociale”.

Una vicenda che ha sollevato un polverone. A quel che sembra, non si dipanerà in pochi giorni.

N.B. Abbiamo più volte provato a contattare, nella giornata di ieri, il presidente Giovanni Tartaglia, per sentire la sua versione dei fatti. Non siamo però riusciti a metterci in contatto con lui. Siamo ovviamente a disposizione per raccogliere e registrare la sua posizione sui fatti.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.