Studenti barricati nell'Aula Magna

“Abbiamo agito nel modo opportuno”: Lacedonia, confessioni (a metà) di un barricadero

LACEDONIA – Si stanno affannando tutti a cercare una ragione per la quale poter dare un senso alla vergogna che ieri ha coinvolto Lacedonia e l’Ipia (leggi qui).

Fiera Di Calitri prova

E probabilmente si stanno affannando anche loro, i ragazzi che nell’aula magna si sono asserragliati, barricandosi all’interno con armadi e tavole, mettendo a soqquadro il locale e, dulcis in fundo, spruzzando dall’estintore liquido contro i carabinieri.

Ho provato a contattare tramite Fb un paio di ragazzi che da alcuni commenti hanno fatto capire che loro c’erano e che hanno partecipato alla . Uno di questi ci ha risposto. E’ un minorenne, e lo chiameremo col nome di fantasia Michele. La prima domanda è La domanda.

Michele, perché avete protestato?

“Come ben sa noi siamo un Istituto Professionale e senza l’uso dei laboratori il nome non gli si addice proprio. Inoltre, la palestra è chiusa dall inizio dell’anno e la nostra educazione fisica è solamente teorica (non che questo mi dispiaccia). Abbiamo scritto più e più volte determinate cose sul verbale dell’assemblea, aggiunte anche a porte rotte in quasi tutte le classi, all’andare al bagno con un cartellino che tutto mi sembra tranne che igienico”.

Eri d’accordo con quello che è stato fatto?

“Sì”.

Ma soprattutto, ti senti soddisfatto?

“Non sono soddisfatto ma mi sembrava opportuno farlo dopo le assemblee senza risposta”. 

Gli dico che voglio fargli alcune domande ma che non scriverò il suo nome. Gli chiedo: “Lo sai che quello che avete rotto non vi appartiene?”. La risposta è secca: “Scusami, non voglio più risponderti, ti può bastare quello che ti ho detto”.

Peccato. Avrei voluto chiedergli cosa gli avessero detto i genitori, cosa pensa della reazione contro i carabinieri, se teme i provvedimenti disciplinari, se ritiene giusto che io debba pagare le tasse per fargli mettere a ferro e fuoco una scuola, qualunque sia la ragione (e non ci pare tutta ‘sta ragione). Ma non c’è verso: è meravigliosamente bello fare il cavolo che si vuole senza assumersene la responsabilità. Fino in fondo.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.