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Aquilonia, monitoraggio delle pale. Il sindaco: Se non sicure, pronti ad azioni forti

AQUILONIA – “E’ vero che la pala può collassare a seguito di sisma, ma è vero anche che l’elemento della gittata può dar vita a un flipper impazzito e pericolosissimo di rottami volanti”.

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Enzo Tenore, anima del Comitato per la tutela del paesaggio dell’Alta Irpinia, torna a parlare con decisione di un tema legato all’eolico e che i movimenti avevano messo sul tavolo già altre volte: la sicurezza. Stavolta sono però suffragati da un fatto gravissimo (leggi qui), un vero e proprio attentato alla pubblica incolumità sul quale è stata anche aperta un’inchiesta (leggi qui): l’esplosione di una pala di minieolico in località Acquariello-Pauroso, poche centinaia di metri fuori dal centro abitato di Aquilonia.

“Com’è possibile – si chiede Tenore – che nessuno della linea di controllo di questi impianti abbia dato l’allarme? Ci raccontano, per farci stare tranquilli, che queste macchine sono tele-controllate, monitorate costantemente, videosorvegliate. Ebbene, in questo caso nessuno ha segnalato l’anomalia, la strada provinciale non è stata interdetta al traffico, non sono state interdette al traffico le strade intercomunali che lambiscono il palo eolico, non è stato interdetto il fondo interessato dal collasso né quelli limitrofi. Nulla – conclude – è stato fatto prima del crollo”.

Ieri sera, durante il consiglio comunale, l’argomento è stato ovviamente affrontato: maggioranza e minoranza si sono trovate concordi sulla necessità, come richiesto dalla Regione, di monitorare in maniera definitiva le pale in base a criteri riguardanti non soltanto la parte autorizzativa, ma anche quella, appunto, della sicurezza. La minoranza ha fatto propri i documento del comitato, pponendolo come interrogazione: “In quel tratto della zona Acquariello – ha affermato il capogruppo Donato Cataldo – non era in alcun modo possibile allocare torri eoliche (nemmeno quella esplosa!) vista la destinazione urbanistica di Area di attesa di Protezione Civile presente fin dall’adozione del Piano Urbanistico Comunale nel 2013. Il problema non può che essere procedurale, dal momento che tutte le autorizzazioni sono passate col silenzio assenso di chi doveva valutarle”.

I rottami ferrosi di località Acquariello sono atterrati a circa duecento metri dalla macchina: e si tratta di una pala minieolica, alta non più di trenta metri. Finora pare che la questione-distanza dalla strada, per quanto attiene al minieolico, non sia mai stata oggetto di intervento legislativo, se non nell’ultima delibera regionale, che ha introdotto anche il parametro del calcolo della gittata. E’ un dato di fatto, però, che quelle già realizzate non tengano conto di distanze da strade di primaria importanza (il pensiero va sempre a situazioni di straordinaria emergenza), rispetto alle quali sorgono anzi a ridosso.

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Su questo, il sindaco Giancarlo De Vito è stato piuttosto chiaro, garantendo di essere pronto a “predisporre atti consequenziali forti nel caso in cui relazioni tecniche dovessero rilevare delle irregolarità rispetto ai parametri fissati dalla delibera regionale sulla sicurezza degli impianti, anche di quelli già esistenti”. “Sulla sicurezza e sulla pubblica incolumità – aggiunge l’assessore Mirco Annunziata – non c’è da lesinare, e questo avvenimento ha dimostrato che la possibilità, anche remota, di pericolo c’è. Faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità per rispondere a quello che l’ente regionale ha disposto”. Tradotto, vuol dire che esiste la concreta possibilità che vengao emesse ordinanze di smantellamento delle pale in caso di certificata pericolosità per l’incolumità pubblica.