Elettrodotto

Elettrodotto, sindaci e comitati tra ricorso e ritiro della delibera: ecco perché

BISACCIA – “Valuteremo se ricorrere per chiedere la sospensiva”. “Chiediamo che venga ritirata la delibera regionale”.

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Sono queste le reazioni dei sindaci interessati e del coordinamento dei comitati. Reazioni differenti nella pportata, ma simili alla base: l’atto con cui la Regione Campania (leggi qui) ha autorizzato la realizzazione dell’elettrodotto Bisaccia-Deliceto da 380 Kv non va giù.

Se i sindaci dei due comuni interessati dall’opera, Bisaccia e Lacedonia, affermano di volersi muovere seguendo i canali istituzionali, i movimenti ragiscono in manierapiuttosto decisa. “Valuteremo il da farsi insieme ai comuni vicini e alle associazioni che si battono sul territorio”, affermano le fasce Tricolore Marcello Arminio e Antonio Di Conza. “La notizia della delibera regionale – aggiunge Arminio – era del tutto inattesa: un fulmine a ciel sereno. Dopo questa ‘botta’ vorremmo verificare l’esistenza dei termini e delle condizioni di un ricorso al Tar per ottenere una sospensiva del provvedimento e, in generale, per mantenere aperto un canale di dialogo con le istituzioni”.

Michele Solazzo
Michele Solazzo

“Siamo d’accordo con la richiesta di sospensiva, ma chiediamo il ritiro della delibera regionale”, afferma invece Michele Solazzo, anima bisaccese del coordinamento dei comitati. Perchè il ritiro? “Perchè l’atto – risponde Solazzo – non tiene conto dell’assenza di un Piano delle Aree (e quindi bisognerebbe appellarsi al principio di precauzione), né tiene conto delle prescrizioni del Ministero dell’Ambiente, seguite a un nostro ricorso del giugno 2014 e riguardanti l’avifauna e la tutela dell’ambiente. Tre anni di tempo perché Terna si adeguasse – aggiunge Solazzo -, ma nella delibera non c’è traccia di tutto questo”, se non nel passaggio in cui si parla di un’autorizzazione “concessa dal Ministero dello Sviluppo economico di concerto col Ministero dell’Ambiente”.

Un altro punto su cui si è sempre poggiata la difesa degli oppositori all’elettrodotto riguarda l’esistenza di un altro elettrodotto, di dimensioni e potenza minori, che da Bisaccia corre verso Calaggio: un tracciato simile a quello appena autorizzato. “Ma rispetto a quello – aggiunge il sindaco Arminio -, questo di Terna è nettamente più impattante e, in generale, incide molto di più anche in riferimento alla salute. Le istituzioni sono lontane dal comprendere i disagi delle comunità. I disagi diventeranno drammi, e questa distanza fa male e amareggia”, conclude il primo cittadino.