Rifiuti frazione organica

IrpiniAmbiente-ambientalisti, è scontro: intanto una soluzione non c’è

AVELLINO – E’ previsto per stamane un nuovo incontro a Palazzo Caracciolo, per cercare di sbrogliare la matassa ingarbugliatasi con il blocco del conferimento della frazione organica allo Stir di Pianodardine.

Dopo quelli che l’amministratore di IrpiniAmbiente, Nicola Boccalone, ha tenuto ieri con il Prefetto e tecnici provinciali, oggi verrà nuovamente affrontato il tema. Ma lo stesso Boccalone denuncia un clima di ostilità “che non aiuta certo a raggiungere l’obiettivo”. Da mercoledì, ben 52 comuni della provincia, compreso il capoluogo, sono sprovvisti del servizio di raccolta della frazione organica, a causa del blocco dei tre impianti dello Stir di Pianodardine, che invece avevano potuto funzionare grazie ad alcune proroghe da parte dell’ente provinciale.

“Se non c’è la convergenza di tutti – afferma Boccalone a Il Mattino – diventa difficile gestire un servizio pubblico di così rilevante importanza.Soprattutto – è l’affondo agli ambientalisti – se si è nel mirino di chi minaccia continui ricorsi al Tar o la delocalizzazione dello Stir”. Il riferimento è al comitato “Salviamo la Valle del Sabato”, che sta combattendo per evitare l’ampliamento dello Stir. “E invece si va proprio verso questa soluzione, condannando questa zona a essere la discarica d’Irpinia”, afferma il portavoce Franco Mazza. “Altro che clima ostile – aggiunge -, l’emergenza rifiuti sembra proprio studiata a tavolino, e la colpa è di chi per anni non ha studiato soluzioni alternative adeguate per salvaguardare l’ambiente e la salute delle persone”.